Gogna social per Mattia Sangermano, “Io che l’ho intervistato dico: basta linciaggio su Tia”

fedox

di Enrico Fedocci

Esattamente venerdì scorso, durante la diretta di Tgcom24 per le devastazione del primo maggio a Milano, ho intervistato un ragazzo.
Cappuccio del K-way in testa, faccia di sfida al giornalista, stava passando in piazza Buonarroti. L’ho scelto tra tanti per questo: mi ha guardato con aria sprezzante. Era in mezzo a un gruppo. Sembrava lui, ad una prima superficiale impressione, il capo – meglio dire il leader – di quei tre o quattro ragazzi vestiti di scuro e dalla faccia pulita che, tra gli altri, mi sfilavano accanto.
Gli scontri erano finiti da pochissimi minuti. A lui, come ad altre persone che erano passate in quello stesso punto, ho chiesto che cosa ne pensasse dei disordini, delle devastazioni, dei disastri che erano stati compiuti per le strade della città. Non ricostruisco i contenuti dell’intervista perché credo che tutti l’abbiano vista fino allo sfinimento.

È passata una settimana da allora. E dopo una settimana di silenzio qualcosa vorrei dirla su quel ragazzo: non mi piace come è stato trattato su internet questo giovane che poi ho scoperto chiamarsi Mattia Sangermano, avere 21 anni, essere figlio di genitori che lo mandano a scuola nonostante due bocciature.

Dietro agli occhi di quel 21enne ci sono  anche un padre ex operaio e una madre casalinga che gli vogliono bene e che sperano – magari con lo studio – che presto maturi. Al di là di ciò che ha detto Mattia al mio microfono, che non condivido, al di là di ciò che ha fatto, che non possiamo certo noi stabilire con certezza, su internet abbiamo assistito al massacro di un giovane: gente che insulta questo ragazzo colpevole, al massimo, di essere poco o tanto immaturo. Peggio: gente che lo deride, come se le cazzate – magari non catturate dal megafono della tv e poi rese globali da social e Internet – non le avessimo fatte anche noi alla sua età. Io, almeno, le ho fatte, bocciatura compresa. Gli altri non so.

Io quel giorno volevo solo fare un’intervista e rivendico il contenuto di quella conversazione. Farei a Mattia le stesse identiche domande. Perché quelle risposte hanno dato il senso di ciò che è avvenuto: tanti giovani in mezzo alla strada, senza sapere il perché. Portati per mano in quel “bordello” solo dall’incoscienza e dalla voglia di distruggere, come se incendiare macchine o banche, imbrattare la città, spaccare vetrine o aggredire carabinieri e poliziotti fosse un gioco senza conseguenze. Quell’intervista ha dato il senso – ma non vorrei essere io a dirlo – del limite sottile che c’è tra una ragazzata e un reato con conseguenze gravi. In quelle strade c’erano i black bloc organizzati, criminali, consapevoli, ma anche tanta, tanta manovalanza reclutata tra ragazzini immaturi.  Studenti del liceo che, anche se non si uniscono alla devastazione,  magari osservano – come ha confessato Tia – e approvano questo modo di comportarsi e di distruggere. E, non ci sarebbe da stupirsi se, alla manifestazione successiva,  a furia di vedere, di approvare e prendendo coraggio, quelle cose le facessero anche loro.

E allora sì: se fossi stato il padre di Mattia Sangermano, una volta tornato a casa – dopo aver sentito ciò che aveva detto in tv – nel dubbio che quelle cose le avesse fatte davvero, due schiaffoni glieli avrei dati. Anche solo per aver difeso i violenti, gli imbrattatori e i “tira molotov”. Due schiaffoni, come faceva rarissimamente mio padre quando ne combinavo una e lui mi beccava. L’ultima sberla – in tutta l’adolescenza non più di cinque  – a 19 anni suonati.

Ma nessuno – nessuno! – avrebbe dovuto permettersi di offendere quel ragazzo, di denigrarlo, minacciarlo. Prendere le distanze dalle sue frasi, sì. Offenderlo e deriderlo, proprio no. Lui avrà maledetto – e starà maledicendo – il momento in cui ha deciso di rispondere alle mie domande. Dopo tutto quello che è successo, dopo il linciaggio pubblico – soprattutto social – a cui ho assistito, comincio a maledire anche io il momento in cui quelle domande a Mattia, 21 anni e tutto il diritto di avere una vita davanti, le ho fatte.

Twitter: @enricofedocci

 IL VIDEO DELL’INTERVISTA

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75 risposte a “Gogna social per Mattia Sangermano, “Io che l’ho intervistato dico: basta linciaggio su Tia”

  1. Caro signor giornalista, tia come lo chiama lei meriterebbe di fare volontariato obbligatorio per tutti i danni procurati…..21 anni? a 21 anni mio figlio lavorava da 6 anni, non aveva voglia di studiare e allora è andato a lavorare non a distruggere. Questo ragazzo è un nullafacente se ne prenda le conseguenze dei suoi gesti. Dispiace per i genitori ma se vieni bocciato 2 volte io mamma qualche domanda me la faccio. Non sempre i genitori hanno colpa se i figli sono dei poverini. Ma io ribadisco: lavoro socialmente utile per questi ragazzi che non sanno come passare le giornate.

  2. con due bocciature,a casa mia non avrei più un osso intero e sarei stato mandato a lavorare ecco quello che manca.Sulla gogna poi mi pare non meritata ma meritatissima in quanto ha prodotto danni alla gente che lui non paghera. difenderlo mi sembra assurdo ed inopportuno. quanto a maledizioni le deve rivolgere al suo cervello che gli ha consentito di fare quello che ha fatto cioè partecipare ad una manifestazione di violenti!

  3. Buonasera.
    @ Enrico Fedocci.
    Mio caro, il primo a gettare benzina sul fuoco durante l’intervista è stato proprio lei. Ora parla di linciaggio da parte dell’opinione pubblica, verso un ragazzo che per rispondere alle sue domande,non ha esitato a dimostrare la sua immaturita. Una persona che usa la parola “Ci stà” in ogni frase che fuoriesce dalla sua bocca è chiaramente preda di vari problemi. Non conosco ne lui, ne i genitori ma, credo che l’educazione riservata a questo ragazzo, sarebbe da rivedere. I fatti successi a Milano, le parole di Mattia durante l’intervista è la prova di tutto questo. Pensare che la gente, dopo aver assistito a questo scempio, elogiasse e rispettasse Mattia, mi sembra al quanto improbabile. Credo che anche i suoi coetanei, abbiano avuto qualche dubbio sulla sua integrità mentale. Ora, caro Enrico, mi permetto di parlare per un momento di voi giornalisti. In questo particolare caso, lei ha gettato il “Mostro” in prima pagina, pur sapendo che il soggetto in questione, sarebbe stato deriso dai media e dall’opinione pubblica. Adesso si preoccupa perchè è stato linciato sulla pubblica piazza. Pensare alle conseguenze prima di agire, sarebbe per lei e per tutti, una saggia decisione. Purtroppo, i giornalisti devono fare il proprio lavoro ma, molto spesso dimenticano l’etica professionale e sparano a zero, su chiunque capiti a tiro. E mi permetta, questo non è giusto. Detto questo, non voglio assolutamente difendere l’operato di Mattia e le dirò di più. Qualche mese di galera, non le farebbe male e in questi casi, la tolleranza deve essere uguale a zero. Ma non ho mai amato, le lacrime da coccodrillo. Buona serata.
    Cordialmente.

    • Le rispondo brevemente perché credo di avere già spiegato il mio pensiero: eravamo in diretta, l’ho specificato. C’erano milioni di spettatori. Non era proprio possibile – ma sarebbe stato giusto farlo? – censurare il pensiero di Mattia. Appena ha parlato, si è scatenato l’inferno. Io faccio domande e ho responsabilità di questo. Le risposte sono di responsabilità dell’intervistato.

  4. Mi sono fermato a leggere questo articolo, perché ormai tutto quello riguarda Mattia fa notizia……. Devo fare i complimenti a Enrico, mi ci vedo esattamente anche io così, da giovane un bullette, di periferia quindi non partecipavo a manifestazioni del genere….. magari non ci sarei neppure andato, o magari al contrario se ne avessi avuto la possibilità, però è normale da giornalista devi fare il super servizio, ci è andato di mezzo lui…….. ma lui non è nessuno è solo una voce suonata stonata in quella circostanza, ok fa ridere fa vergognare fa tante cose negative…….forse solo il fatto di volersi mettere in mostra di fronte ai suoi amici ha scatenato questo ragazzo a dire certe cose……. Però prova ad intervistare un vero black bloc, non un ragazzo di provincia annoiato e succube da un sistema che non gli da ne futuro ne pensione….
    Comunque apprezzo questo gesto, bravo Enrico

  5. “Io faccio domande e ho responsabilità di questo. Le risposte sono di responsabilità dell’intervistato.”
    Punto.
    Si è già risposto da solo.
    A 21 anni uno è più che responsabile delle stupidate che dice…
    E deve poi accettarne le conseguenze.
    mi sembra IL MINIMO.

  6. come dice lei Enrico F.le risposte sono di responsabilità dell’intervistato… per questo Mattia deve assumersi la responsabilità di ciò che ha detto con tutte le conseguenze che esse comportano.

  7. Buonasera.
    Caro Enrico,
    Seguo da tempo il suo blog e la ritengo, una persona intelligente e vicina ai problemi che attanagliano questo paese. Sono totalmente d’accordo con lei che la responsabilità delle risposte, sono a carico dell’intervistato ma, al momento che si è trovato d’avanti questo personaggio, evidentemente alterato e dopo la prima risposta, non era meglio interrompere il collegamento ? tutto questo, non sarebbe successo. Non voglio mettere in dubbio la sua buona fede ma, certe cose sarebbe meglio per tutti, non farle vedere. E questo non significherebbe, limitare l’informazione ma, tutelare dei ragazzi che dopo aver visto questa intervista, emulerebbero il comportamento di Mattia. La mia domanda è molto semplice. Tutto questo, vale uno scoop ?
    Cordialmente.

  8. non capisco come si possa giustificare 1 ragazzo di ben 21 anni che ha rilasciato 1 simile intervista, un ragazzo che ha giustificato la devastazione di una città e di beni di altre persone che non avevano nessuna colpa.
    Mattia, ma non ti vergogni di ciò che hai detto in quella intervista?

  9. Anche io a 19 anni partecipavo alle manifestazioni, ma cantavo slogan, portavo cartelli e camminavo in giro per Roma. Mai mi sarei sognata di mettermi a distruggere qualsiasi cosa mi capitasse a tiro. Il problema è che oggi i ragazzi hanno tutto, e si annoiano tremendamente, quindi fanno la prima cosa che gli viene in mente! È vero le risposte sono responsabilità dell’intervistato, ma le risposte dipendono dalle domande che vengono poste. Se non si fosse scatenata questa gogna mediatica Mattina non avrebbe mai chiesto scusa, avrebbe però partecipato ad una nuova manifestazione distruttiva credendo figo e sperando di apparire di nuovo in TV. Prendete sto ragazzi e fategli pulire quello che hanno sporcato!

  10. Concordo con quelli che dicono:forse è espressione di questa Italia che ha avuto un bela passatyo ma non offre nulla nel presente e nemmeno una speranza per il futuro.

    Perché i giovani sono così vuoti ribelli e distruttivi?

    Magari il ragazzo si è espresso male perché immaturo forse voleva dire “Non condivido, non dovevano distruggere tutto è sbagliato ma è stato il loro modo di esprimere il senso di fallimento e di devastazione che stanno affrontando oggi tanti Italiani”

    Ma i giovani d’oggi abbrviano tutto con un “Ci sta” purtroppo insegnare agli individui ad approfondire il proprio pensiero e a renderlo costruttivamente critico non è cosa di interesse comune, c’è sempre l’abbietto di turno che teme chi sa più di lui.

    Ci scandalizziamo ma Mattia è il nostro vicino di casa, forse fratello, compagno di banco, nipote, figlio, amico del figlio…

    insomma quello che esprime Mattia è anche una nostra responsabilità, ci piaccia o no.
    Abbiamo fallito su tutta la linea…per questo ci accaniamo, per buttare all’esterno quanto ci sentiamo da schifo a non vedere che “brutto” è il presente del nostro futuro.

  11. Buonasera Enrico
    a 21 anni non si è ragazzi. Si è uomini. Con gli stessi diritti mi pare. E quindi con le stesse responsabilità. Se continuiamo a giustificare e scusare tutto e tutti sarà la fine della società civile e la fine di quelle persone che rispettando le leggi ed il prossimo non hanno niente da farsi perdonare o scusare.
    Cordialmente

  12. caro sig. Fedocci non può, dopo aver cercato il “colpo giornalistico” della domenica, difendere un personaggio del genere e se lo fa, me la concederà questa, forse un pochino di responsabilità se la sente dentro pure lei.
    Prima lo ha mandato in diretta contento di sentire un reo confesso che avrà fatto aumentare lo share poi, probabilmente, dopo qualche giorno di immancabili reazioni e linciaggio mediatico si è reso conto che la situazione ha preso una brutta piega e lo difende??
    Ha 21 anni, è responsabile di quello che dice e solo perché siamo in Italia non è responsabile di quello che fa.
    Dovrebbe pagare per quello che ha fatto e con lui tutti quelli che hanno rotto sporcato sfasciato picchiato agenti di polizia (specie il codardo che sprangava un poveraccio a terra inerme) e tante altre cose.
    Per quanto mi riguarda la rimando al video della mamma di Baltimora una volta riconosciuto il proprio figlio in mezzo ad altri come lui…

  13. Dopo quello che ha detto e’ il minimo quello che gli e’ stato vomitato addosso. Che cresca ed impari a ragionare su quello che dice e soprattutto quello che fa. Speriamo gli sia servito da lezione. Mi dispiace solo per i suoi genitori che comunque non sono immuni da colpe, dopo de bocciature a pedate nel sedere a fare il lavapiatti (con tutto rispetto per chi svolge questo lavoro) e vedi che cambia idea e modo di vedere su tante cose della vita

  14. Signor fedocci io non credo di aver offeso il ragazzo o se l’abbia fatto in qualche maniera me ne scuso immediatamente,non ho problemi a dirlo davanti ad una telecamera!.Se non ricordo male è stato intervistato a caldo e poi giustamente raffreddatosi si è scusato!.La colpa e se vogliamo proprio dirla tutta non è di certo sua se questa società sta cambiando e in peggio!.Infatti basta vedere chì sta al comando che vuole imporre non in maniera democratica idee che privilegiano pochi e non i molti.Quindi se un paese non ha una guida che ascolta tutte le voci e non solo quella del danaro e profitto,dobbiamo aspettarci anche manifestazioni ma spero siano costruttive.Ma con questo governo di costruttivo ha poco e poi succube dall’egemonia tedesca,vedi il caso migranti e lo scarica barile su di noi che già facciamo fatica a vivere e dobbiamo pagare debiti altrui!.Non ho nessun problema a dire che stò in un paese della bergamasca vicino a treviglio,la mia email l’avete in maniera automatica e quindi se vorrebbe scrivermi nessuna paura anzi!,più mi rapporto con le persone più guarisco dalla mia depressione e solitudine che stò vivendo ora………………….infine ringrazio lei signor fedocci se leggerà queste parole vere come lo sono io!.

  15. anche quel ragazzo, che più o meno ha la stessa età di mattia, che a genova indossava una divisa da carabiniere, che ha pagato con la gogna mediatica l’aver difeso la propria vita, che ha perso un posto di lavoro ingiustamente ha dei genitori; non mi ricordo di aver letto Sue parole in proposito.
    anche i giovani poliziotti o carabinieri o finanzieri hanno dei genitori!!! secondo Lei come si sentono vedendo i loro figli derisi e feriti in nome del nulla da qualche immaturo, mentre con il loro sacrificio difendono noi cittadini. Come sarebbe bello che Lei scrivesse anche di loro.
    ma che dico??? loro non fanno notizia…. ma forse l’immaturo è proprio Lei….. non ha pensato alle conseguenze prima??

  16. Signor Fedocci, insulti e minacce sono roba da buzzurri violenti, ancora più di coloro che vogliono colpire. Il buon Mattia invece imparerà a sue spese, che le parole sono importanti, possono essere finestre oppure muri. Quindi condanno chi esagera, ma questo non mi fa cambiare idea che il pargolo ha detto un mare di scemate tutte insieme.

  17. Ognuno sia responsabile di cio’ che dice o delle interviste che fa. E si merita i commenti che liberamente il pubblico ritiene di riservargli.
    Se il ragazzo matura bene altrimenti rimarra’ quello che suo padre riconosce di lui.
    That’s life.

  18. Mi sembra troppo semplice dopo una settimana parlare di linciaggio nei confronti di questo ragazzo,alla fine era molto semplice,bastava non mandare in onda questo tipo di intervista.
    Ma si sa,alla fine alla tv e al popolo si doveva dare in pasto qualcosa e si e’ optato per questa intervista,tralasciando tutto il resto.
    In Realta’ il primo che si dovrebbe sentire colpevole del linciaggio e’ proprio chi ha fatto l’intervista,e chi lo e’ andato a intervistare la seconda volta,in Italia siamo pieni di giovani di questo calibro,basta farsi un giro a piedi nelle piazze e nei quartieri,non c’e’ bisogno di andare ad intervistarli alla fine mettono solo in mostra il vuoto generazionale che la societa’,lo stato italiano e la televisione hanno creato.

  19. Caro Sig. fedocci. Visto che i giornalisti si giustificano sempre con “il diritto di cronaca”, vada ad intervistare quelli che i danni li hanno subiti!!!
    Le ricordo che 100 anni fa,gli Uomini del 99 erano in prima linea a difendere il paese ,ora i ragazzini di 21 anni sono qui a distruggerlo…e lei lo sta pure difendendo.

  20. Credo che il putiferio scatenato da quell intervista, se non altro avrà’ fatto riflettere il ragazzo . Probabilmente già’ questo può essergli servito di lezione. Piuttosto sig. Fedocci, pensi che forse, anche se involontariamente da parte sua,proprio la gogna mediatica provocata da quell intervista, potrebbe avergli dato uno scossone x farlo maturare.
    Se nemmeno così si ravvede, vuol dire che e’ irrecuperabile e quindi si merita tutto il disprezzo che ha scatenato.

  21. Se ha suscitato tante reazioni in un mondo di zombi che ogni giorno e minuto subiscono la retorica, l’ idiozia e l’imbecillità di tanti programmi e personaggi televisivi, allora vuol dire che Mattia non è retorico, non è idiota e non è imbecille , e che una volta tanto è stato fatto del vero giornalismo. Mattia ha detto quello che non si può dire , quello che non si può fare e se squarci l’ipocrisia , anche a costo di passare per un cerebroleso, metti in croce gli ipocriti e il loro sistema. Viva Mattia, a causa di tutti gli insulti che ha preso e delle reazioni barbare e meschine che ha suscitato.

  22. Dunque..prima lo intervisti e mandi in onda le boiate che dice in nome dello scoop, sul fatto che questi nullafacenti devastano deliberatamente Milano, senza nemmeno sapere perché sono lì solo col gusto di fare casino e poi lo difendi?????? Io a 21 anni vivevo da solo, studiavo e lavoravo. Tanti giovani sono come ero io e non come questo pseudo fancazzista pronto a spaccare tanto per rendere meno noiose e inutili le sue giornate. E se io da genitore avessi un figlio cosi’, invece di sperare che cambi mi vergognerei! Ecco perché le nuove generazioni sono tristi come quel ragazzo: perché i genitori non hanno le palle per prendere provvedimenti, e perché c’è chi come lei prima fa gli scoop e poi li difende. In miniera, per un anno…poi torna a sfasciare se ne hai le forze! Ps. Dopo le stupide difese che hanno la pretesa solo di aggiungere scoop a scoop, faccia lei una cosa sensata: smetta di fare il giornalista!

  23. buonasera sig. Fedocci, di imbecilli e’ pieno il mondo e di discorsi privi di contenuto fatti al bar ne scorrono a fiumi….
    Per la prima volta, però, mi sono ritrovato nei concetti di Beppe Grillo.
    Siete voi giornalisti a dovervi fare qualche esame di coscienza.
    Le sembra una intervista interessante? Intelligente? Ridurre il problema dei Black bloc, che mai come in questa occasione hanno dimostrato capacita’ organizzative da vera struttura terroristica, ad un problema di semplice disagio sociale, non fa onore a tutti gli studi che lei avra’ fatto per diventare giornalista.
    Non credo neanche che i veri Black bloc siano troppo contenti di questa sua “intervista”.
    E noi lettori facciamo ancora una volta la figura dei caproni che si fanno distrarre dal vero problema da giornalisti come lei.
    Renato

  24. Caro signor Fedocci …. solo due righe per dirle che io a 21 anni già avevo fatto 3 anni il carabiniere con il desiderio e l’ illusione di poter cambiare il mondo. Comunque volevo dirle di rilassarsi…. lei non ha fatto nulla di male …. anzi proprio non ha fatto nulla con la sua intervista …. lei non ha fatto la scoperta del’acqua calda presentando al pubblico quel soggetto. Negli anni 70 80 già era piena la società di elementi come lui …. quelli del “CIOE'” del “6 politico” ……….

  25. Egregio Sig. Fedocci,

    Lei ha soltanto fatto il suo lavoro.
    Credo non ci sia bisogno di essere psicoanalista per capire che Mattia non e’ un mostro d’intelligenza a prescindere dalla doppia bocciatura a scuola cosi’ come e’ palese la sua immaturita’.
    Penso comunque che sia giunta l’ora di smetterla con questo falso buonismo.
    Lo specchio della nostra societa’ e’ l’impunita’ assoluta a cominciare dalla nostra classe politica che ruba, evade il fisco, legifera a loro convenienza (l’ultimo decreto sullo stop ai vitalizi ai parlamentari docet) e resta impunita.
    Mi chiedo chi dovrebbe tutelare chi come me (tra i piu’ fortunati in Italia di questi tempi!) guadagna 1200 euro al mese andando a lavorare duramente tutti i giorni, con 3(tre) figli ed il mutuo da pagare a cui i dimostranti hanno bruciato la Panda pagata con rate quinquennali e ora non sa come spiegare ai propri pargoli che non e’ piu’ possibile andare a trovare i nonni la domenica che tra l’altro mi aiutavano economicamente a sopravvivere? Chi dovrebbe tutelare l’italiano che vive con il mio budget (fortunato pure lui) a cui la povera ragazzina rom beccata 54 volte a sfilare portafogli, evidentemente ancora libera di farlo, gli ha appena sottratto il proprio con i 200 euro messi da parte con sacrificio per pagare equitalia? Chi dovrebbe tutelare l’anziana massacrata in casa per rapina dagli ormai classici europei dell’est? E chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
    Ci rendiamo conto che siamo in guerra? Siamo stati abilissimi, anche con questo pseudobuonismo a rendere la nostra amata Patria in quello che e’ oggi. Il Paese dei deficienti, che siamo noi italiani. Mattia ha un problema d’inserimento, la povera ragazzina rom e’ patrimonio dell’umanita’ secondo il Presidente della Camera boldrini, gli immigrati hanno la guerra a casa loro, i parlamentari, poverini, hanno bisogno del vitalizio per sopravvivere.

    CHI SBAGLIA DEVE PAGARE! CHI E’ CAUSA DEI SUOI MALI PIANGA SE STESSO!

    Mattia alla fine non ha fatto niente e provo ad immaginare cosa provano i suoi genitori a cui va la mia solidarieta’. La gogna, meritata, di questi giorni probabilmente gli evitera’ una futura brutta azione.

    Cordialmente

  26. ma come siete tutti bravi a fare i primi della classe…. ma come siete perfetti voi che non sbagliate mai…..tutti qui a giudicare un ragazzetto…. io lavoravo giá da 6 anni, bocciato 2 volte a lavorare… io alla sua etá avevo gia 10 figli…. SIETE RIDICOLI, I VOSTRI COMMENTI SONO RIDICOLI!!
    UNA VOLTA QUALCUNO DISSE….. SCAGLI LA PIETRA CHI NON HA MAI PECCATO!! ALTRO CHE BORDELLO… MA COME SI FA CON ITALIOTI COSÍ DI BASSO LIVELLO? E PARLO IO…. LAUREATA…. E CON LE MIE 3 BOCCIATURE ALLE SPALLE….SE I MIEI GENITORI AVESSERO DATO RETTA A GENTE COME VOI…. SAREI RIMASTA NELL’IGNORANZA PIÚ TOTALE!! Detto questo, passiamo al giornalista che ora fa il buonista inutile….. chi lo ha messo alla gogna? chi sapeva benissimo che intervistando un personaggio del genere poi sarebbe potuto accadere quello che é accaduto? ma la pianti lei di prendere in giro il prossimo… i servizi vengono fatti, quello che si vuole mandare in onda si manda… il resto viene tutto tagliato….. quindi caro giornalista, lei che sa bene come vengono manipolati i servizi che fate…. ma con che faccia ora viene qui a fare lacrime di coccodrillo se il primo colpevole é stato lei?… per il ragazzo…. GODITI QUESTO MOMENTO DI NOTORIETÁ, PARLANE BENE PARLANE MALE, MA PARLANE SEMPRE….SEI PURE DIVENTATO FAMOSO…E SE LA GENTE TI SFOTTE… TU RIDI CON LORO…. MA FATTI RISPETTARE…..PERCHÉ ANCHE QUI IN QUESTI FORUM, O IN QUESTI SITI…. ESISTE DEL BULLISMO E SI VEDE DAI COMMENTI CHE CI SONO,E DAL GIORNALISTA STESSO CHE HA MANDATO IN ONDA L’INTERVISTA DI UN RAGAZZETTO SOLO PER FAR INDIGNARE IL POPOLINO, QUINDI SII FORTE, TANTO LA GENTE HA LA MEMORIA CORTA….E PRIMA O POI NON SI RICORDERÁ NEMMENO CHE FACCIA TU ABBIA!

  27. “mandato a scuola nonostante due bocciature”, caro il mio Fedocci sono sicuro che alcuni personaggi storici importantissimi abbiano avuto anche loro alcuni problemi ai tempi della scuola… ma poi lei non era quello che si faceva la barba in classe? 😀 (ovviamente si scherza)

  28. il problema di questo articolo non è il ragazzo, del quale mi spiace solo per i suoi genitori, ma è lei … questo è un articolo richiama memoria, tanto per non essere dimenticato e per farsi nuova pubblicità .. i giornalisti poco seri cercano la pubblicità personale massacrando tutto e tutti …

  29. Vediamo di chiarire qualche cosetta vista che ai lettori sembrano sfuggire:
    1) I giornalisti sanno cosa fa e cosa non fa notizia ma al momento dell’intervista era impossibile prevedere questa folle gogna sociale.
    2) Cosa fa o non fa notizia lo decidono i lettori quindi è inutile che vi lamentate di interviste come queste se poi alla fine gli articoli più cliccati sono quelli relativi alle Chiappe di Belen.
    3) I giornalisti (codice deontologico a parte) sono tenuti a dire sempre la verità e a pubblicare fatti che abbiamo una pubblica rilevanza. Le due ‘norme’ da soddisfare qui ci sono entrambe e quindi non vedo dove sia il problema.
    4) Il problema non sono i giornalisti ma i lettori. Prima di parlare cominciate a insultare meno un 21 enne che, seppur responsabile delle sue azioni, non ha ancora capito la direzione da dare alla sua vita. Se la direzione della vostra vita è quella di prenderlo per il culo allora io mi farei qualche domanda…
    5) P.s per Renato se i lettori si fanno distrarre dai giornalisti non sono lettori, sono capre. In caso di protesta cosa dovrebbe fare un giornalista? Intervistare 1500 persone perché possa far vedere tutte le diverse motivazioni e fare un servizio di 12 giorni? Pensate veramente che la maggior parte di chi ha fatto dei danni sia tanto diverso da questo 21enne e abbia motivazioni più valide di lui? Lui è un esempio di come l’ignoranza e l’effetto branco non producano altro che violenza

  30. Mr. Fedocci, Si puo chiamare giornalismo l intervista che ha trasmesso ?
    Fossi in lei mi farei un esame di coscienza. é evidente che quel ragazzo, per quanto in torto, era la cosa piu distante che potesse esistere dai veri black block,
    Penso che dovrebbe chiedere scusa a quel ragazzo e alle centinaia di migliaia di persone che ha preso in giro con quel servizio.
    La prossima volta si renda utile alla comunita’ e faccia un vero scoop magari cercando di capire chi finanzia questi distruttori.

  31. Siete ignoranti come le capre e non sapete neanche leggere quello ke il giornalista ha scritto. Lui ha detto che è stato giusto intervistarlo ma ke le minaccie sul web della gggggente al bimbominkia di black block sono tropo rispetto a quello ke ha fatto. Io ho visto quel giorno, l’intervista era in diretta come minchia faceva a non mandarlo in onda gli infilava il microfono in bocca per farlo tacere HAHAHAHAAAA siete uno spasso. Fedocci è stato bravo in mezzo a quel casino. Schivava sassi e poi correva a prendere il cameramen ke scappava sempre e lo riportava nel casino UAHAHAAAAAAHHHAA

  32. Sig. Fedocci ma cosa scrivi? In italia c’è ancora il libero pensiero non il libero lancio di pietre alla polizia e imbratta mento del suolo pubblico con atti vandalici!!! Adesso non diciamo che dobbiamo proteggere il “povero Tia” dalla società dopo che la società lui e i suoi compagni l’hanno schifata e martoriata venerdì scorso!! Ma per carità !
    Ti senti in colpa? Ti hanno detto che è colpa tua perché se non ci fosse stata l’intervista lui avrebbe ancora una vita sociale?!? Vaglielo a dire a quelli che hanno subito il “loro bordello” settimana scorsa!
    Io sono del 1976 e quando io facevo le cazzate mio padre mi dava due schiaffi sonori e capivo al volo..oggi sbagliano i professori a scuola,la società non capisce e figli etc etc….
    Il “povero Tia” e i pari suoi devono essere dispiaciuti da quello che hanno commesso e non dal fatto che hanno dovuto cancellarsi da Facebook…

  33. Sig. Fedocci, secondo me lei sbaglia. questi ragazzi, facendo quello che hanno fatto, si credono combattenti, guerrieri, ed invece sono esattamente come appaiono nella sua intervista: stupidi. perchè quello che traspare non è l’immaturità, è la siocchezza dei loro concetti. a trattarli come persone normali degne di rispetto, invece che come degli stolti, è come ritenere “rispettabile” il modo con cui esprimono le loro convinzioni. ricordiamoci che si definiscono “antagonisti” ma antagonisti di cosa non lo sanno nemmeno loro, ricordiamoci che “lottano” per questioni ormai morte e sepolte da 70 anni e che sono contrari a ciò che 70 anni fa si comportava nel medesimo modo antidemocratico. cosa c’è da rispettare? devono essere ridimensionati a quello che in realtà sono: stupidi! e non mi tiri in ballo l’ex operaio e la casalinga, perchè quel ragazzo non li rappresenta, anzi dimostra di fregarsene di tutti i sacrifici che il padre e la madre hanno e stanno facendo per lui.

  34. A 21 anni si e’ abbastanza grandi e consapevoli per dire ed affermare certe cose . L’unica cosa che e’ emersa dall’intervista e’ il nulla ,il vuoto totale ,solo una parola Bordello ,fare bordello !!! magari la figura fatta davanti a milioni di telespettatori lo fara’ maturare un po’ e magari anche migliorare . se poi anche il padre lo definisce un PIRLA un motivo ci sara’

  35. una piccola osservazione che travalica il tema del discorso in sè, ma che non riesco a non fare…..
    “I genitori lo mandano a scuola nonostante due bocciature”…..e cosa aspettano a capire che va mandato a lavorare??
    Ormai vige questa idea totalmente ASSURDA secondo cui tutti debbano per forza studiare, ma quando mai?? Un ragazzo che a scuola da cattivi risultati va mandato a lavorare, e non c’è nessun dramma in questo, è normale!!

  36. Anzitutto, Fedocci ha fatto – e bene – il suo mestiere di giornalista. Poi, vorrei rispondere a Patrizia: anche mio figlio è stato segato due volte e alla terza volta ha abbandonato. Aveva la stessa età ed era pieno di interessi tranne la scuola: il calcio, gli amici, la musica ed ovviamente le tempeste ormonali tipiche di quella età. Però ha sempre lavorato e si è fatto una buona esperienza di vita. Poi, all’età non più tenera di trent’anni ha ripreso gli studi serali; dopo nove ore di lavoro quattro ore di scuola e, tra poco, conseguirà la maturità con il massimo dei voti. A quasi trentadue anni. Noi genitori non abbiamo mai contrastato le sue scelte e non lo abbiamo mai obbligato a fare cose che non si sentiva di fare. In conclusione posso dire di essere molto orgoglioso del mio (ex) ragazzo.

  37. Concordo con il sig. Fedocci.
    Purtroppo l’Italia dovrebbe avere una forma diversa da uno stivale; dovrebbe avere la forma di un patibolo.
    Con Internet poi addio.. la pietra in mano pronta per qualsivoglia lapidazione; abbiamo solo l’imbarazzo della scelta per sfogare le nostre rabbie, le nostre frustrazioni.
    Anche leggendo qui le risposte all’articolo noto come la lapidazione continui.

    E ribadisco un antico concetto, detto da una persona che fu davvero saggia:
    Chi è senza peccato, scagli la prima pietra.

  38. Caro giornalista, troppo poco per lui! non solo merita tutto ciò che è accaduto, ma anzi i genitori avrebbero dovuto mandarlo a zappare la terra così l’unica cosa che poteva spaccare era la sua schiena! FORSE L’UNICA INTERVISTA MANDATA CONTRO OGNI TAGLIO E RITAGLIO X FAR VEDERE SOLO QUELLO CHE I MEDIA VOGLIONO ADESSO VIENE PURE SCUSATA. GIORNALISTA FAI LIBERA INFORMAZIONE? HAI LE PALLE DI DIRE E FARE CIO’ CHE PENSI? NON TI DEVI SOTTRARRE A QUELLO CHE LA GENTE PENSA

  39. Caro Dott. Fedocci, é grazie ai perbenisti come Lei che questa gentaglia si permette di andare in giro con l’idea di sfasciare tutto.

  40. il proverbio dice:puniscini uno e ne educhi cento!
    In sostanza,con questa storia,altri giovani che la pensavano come Mattia ,magari si ravvederanno

  41. …ho letto l’articolo e i commenti e mi sento di voler esprimere la mia sulla vicenda.E’ chiaro che nell’intervista il ragazzo risulti alquanto impacciato e scapestrato ,volendo esprimere un suo pensiero ,cosa che almeno in Italia non mi risulta essere un reato ,almeno per ora,si e’ esposto considerando passabile il comportamento a dir poco criminoso di una parte dei manifestanti ..fin qui’ siamo ovviamente ,palesemente tutti daccordo, per il semplice motivo che e’ logico considerare la condanna di quel comportamento la conseguenza di azioni nefaste…con la stessa logica credo sia necessario inquadrare tutto il contesto della vicenda perche’ davvero ,mi creda ,ho l’impressione che si stia perdendo la bussola …la contestazione si originava da riserve avute nei confronti dell’expo’ giusto?…considerando che sono bastati un paio di giorni per chiarire che..una famiglia di 4 persone per entrare pranzare e cenare spende dalle 400 alle 500 euro ,che delle inchieste per corruzione si e’ fatto perdere traccia in pochi giorni ,forse perche’ l’informazione nazionale deve esere occupata da servizi di 10 minuti sui cani che non possono farla nel parco cittadino ..che se da ragazzo facendo un giro in campagna riempivo le ceste di more per farci la marmellata ora mi chiedo da dove provengono le fragole…a proposito , in tempi di Expo’ le terre dei fuochi sono state declassificate a “zone a rischio” con la gente che muore…che dietro agli OGM non c’e’ solo un dibattito sulla salute con rischi comunque gia’ accertati ma proprio strategie politiche e militari …pensiamo ad esempio ai semi ibridi e quello che comportano.. insomma non mi sembra una bella vetrina di cui vantarsi, potrei continuare ,che so’ con batteri fecali trovati negli hamburger che hanno costretto la piu’ grossa azienda di fast food a “insaporire” per anni la carne con candeggina,il pane semilavorato impastato due anni prima di esser infornato dai nostri centri commerciali..l’estratto di pelle di maiale presente in molti yogurt…no hum non mi sembra una bella vetrina!!!…Ora ,in questo mondo social , il ragazzo che si espone e dice la sua anche se discutibile subisce tutta una serie di insulti…ma la vecchia che dal balcone strilla “sparateli in fronte” per poco diventa eroina del giorno ,riproposta piu’ volte nel corso di singoli tg…se la nostra societa’ global e’ diventata questo non ci si venga a lamentare dei nostri politici ,degli immigrati che vogliono l’albergo con internet e televisore altrimenti protestano( ..e glielo hanno dato!!)…di politiche economiche che privilegiano i soliti noti…ricordiamo ,perche’ fa sempre bene ricordare, che in tempi di Expo’ l’Italia ha inserito nel “paniere” la prostituzione e il traffico di droga …benvenuti nella piu’grande vetrina di produzione di cibo mondiale gente…e scusate lo sfogo ma “ci sta’ “.

  42. Mattia ha sbagliato, ma voi avreste detto lo stesso, a mio parere le sue cause erano stupide ma chi sa cosa gli stesse frullando in testa.
    Comunque cari signoroni super acculturati che scrivete commenti, voi che di bocciature non avete mai avute fate certi errori di grammatica orribili!! Fanno bene i genitori di Mattia a continuare a mandarlo a scuola, dato che le opportunità ci DEVONO essere per tutti, cari signoroni, pensateci due volte prima di scrivere

  43. Caro giornalista, ha fatto benissimo il suo lavoro. Non si rende conto che chi commenta questo articolo ha letto appena il titolo. C’è molta frustrazione nei commenti di chi ha scritto. Ciò che ha detto è chiarissimo: questa intervista ha suscitato gli interventi dei violenti (perché frustratri). Non si preoccupi che le persone con un po’ di intelligenza hanno capito il suo post. Continui così perché io e mia moglie abbiamo apprezzato tantissimo il suo lavoro di venerdì scorso. Lei ha fatto un vero e proprio servizio pubblico mentre la Rai era da un’altra parte.

  44. Caro collega, io ero in piazza Buonarroti quel giorno, e ti ho visto mentre cercavi a tutti i costi (e giustamente) qualcosa o qualcuno che potesse fare notizia. Bene, hai fatto bingo, il mondo dei social ha mostrato una faccia, quella faccia, della protesta che tu volevi mostrare. Siamo noi giornalisti che decidiamo cosa sia giusto dare in pasto all’opinione pubblica e cosa no. Io al tuo posto, avrei fatto la stessa cosa. Tu sei riuscito a dar voce a un giovane (in questo caso – ahilui – malcapitato, che ha elargito quel senso di immaturità ma anche di disperazione sociale che generano queste forme di proteste coma quella successa a Milano. Pretendere però che il ragazzo non fosse pubblicamente aggredito dal popolo web, scusa, ma la trovo una ipocrisia senza senso. Tu sai benissimo che basta un nulla oggi per creare o distruggere la reputazione di chiunque. Ma noi dobbiamo essere impassibili, il nostro lavoro è quello di informare, non di assistenza sociale: noi lavoriamo per i media, non al consultorio famigliare. Per cui se lo scrupolo di coscienza te lo sei fatto a posteriori, mi spiace ma hai toppato. Fattelo prima di mettere alla gogna qualcuno, se poi devi farti venire gli scapoli di coscienza. Ora ti ci sei messo tu sulla gogna mediatica, con dichiarazioni, credimi, che ti potevi benissimo risparmiare….

    • dipende dai punti di vista. Perche poi dovrei sentirmi messo alla gogna?! Perché ho detto che non bisogna minacciare, telefonare a casa di questo ragazzo immaturo per offenderlo e minacciarlo di morte o di violenza?

  45. E’ solo una mia impressione o da quando hanno tolto la leva militare obbligatoria i casi di “pirlaggine cronica” sono aumentati?

  46. Lacrime da coccodrille le Sue, sig. giornalista.
    Da parte mia invece grazie mille per questa ottima intervista: presto l’era dell’insensato buonismo finirà, la gente per contrappasso diventerà eccessivamente cattiva ed allora sarò pronto ad accettare la Sue scuse. Ora ancora no.

  47. Sicuramente la sua “maturità” ha subìto un accelerata.
    Magari gli hai salvato il futuro con quell’intrevista, magari dare finito a fare il black black professionista.
    Magari un paio di domande se l’è poste.
    Magari tanti ragazzini della sua età e col suo stesso pensiero ci hanno dovuto ragionare sopra.

  48. A ventun’anni avevo dodici mesi di caserma, di cui sei passati facendo strade sicure. A scuola ero un asino anche io, ma quella era l’adolescenza. A ventun’anni sei un adulto, e se fai una minchiata, se rilasci un’intervista in cui vieni preso per mongoloide, te ne devi prendere le tue responsabilità, che sià un’azione penale o lo sputtanameto su internet, a ventun’anni non puoi permetterti di sapere che le tue azioni non hanno conseguenze.

  49. Dispiace constatare che il giornalista stia probabilmente cercando di cavalcare l’onda del successo facendosi passare per quell'”Io-non-ci-sto” con cui però è difficile immedesimarsi.
    Ho 25 anni e le cazzate le ho fatte e le sto facendo anche io, in questo momento scrivo un po’ in hangover per la serata di ieri. Sono stato bocciato anche io due volte, e della mia generazione direi che il 70% è stato bocciato almeno una volta. Io ne ho recuperata una, poi, passato il periodo di ribellione alla scuola mi sono diplomato bene e laureato meglio. Quindi sí, le cazzate le abbiamo fatte o le facciamo tutti ma come ci si può permettere di paragonare lo sfascio di una città fatto per gioco ad una bocciatura?! “io almeno le ho fatte, bocciatura compresa, non so gli altri”. E quindi? Se ha fatto cazzate della gravità di quelle fatte o professate dal suo Tia allora è un coglione anche lei. Essere bocciati non equivale a spaccare una vetrina ed è per questo che trovi o difficile trovare l’articolo credibile. Perché un certo bigottismo mi sembra fare a pugni col liberalismo che vorrebbe trasparire difendendo un imbecile. Ho anche il sospetto che lei in realtà a questo ragazzo lo reputi peggio di quanto tutti lo stanno reputando e abbia voluto rendergli la vita un po’ più difficile scrivendo il suo nome e cognome. Non voglio dilungarmi su congetture visto che le detesto. Fatto sta che per concludere concordo con il suo collega Andrea: se anche queste fossero le sue idee, io non ho mai sentito un giornalista che dicesse “non mi piace” la reazione che ha avuto il mio servizio. Lei è un giornalista, un reporter, ha fotografato una cosa affinché la gente trasse conclusioni. La gente lo sta facendo. E lei non può dire “non mi piacciono queste conclusioni”

  50. Fai informazione a cazzo, domande senza senso, prendi il primo poraccio che non sa rispondere per fargli fare una figura di merda e una settimana dopo vuoi fare la morale?

  51. Caro signor Fedocci, credo che la sua intervista -con annesse conseguenze che lei, mi sembra di capire, reputa nefaste- porterà solo del bene al BENcapitato ragazzo Mattia.
    Solo con questa -per me certamente meritata- gogna mediatica potrà dare un senso alla sua vita che, altrimenti, sarebbe stata colma di vuoti.
    Colma di quel senso che proprio lei, all’epoca volente ed ora nolente, ha, invece, innestatogli.
    Mattia un giorno gliene sarà grato, almeno si spera!

  52. Gentaglia? Ossa rotte per due bocciature? Nullafacente?
    Ma quanta gente che giudica senza conoscere. Soprattutto quanti perbenisti frustrati.
    Quanti begli esempi di vite virtuose… A voi non ve ne frega un “niente” di quello che ha fatto questo ragazzotto sciocco e spavaldo, vi importa di sbandierare il vostro essere virtuosi.
    Ha fatto e detto sciocchezze ed ha pagato e pagherà per molto tempo le sue parole sprovvedute.
    Anche io credo sia troppo per uno che, probabilmente, voleva prendersi “meriti” non suoi.
    PS signora Partizia se suo figlio lavorava a 15 anni credo abbia commesso un reato.
    Saluti

  53. “Colpiscine uno per educarne 100” lo dicevano i fascisti
    Ed i congiuntivi?
    E le virgole in libertà?
    E gli accenti confusi con gli apostrofi e viceversa?

    Caro mio, la questione è grammatica..

    Saluti

  54. Siete tutti bravi con i figli degli altri… “a casa mia con 2 bocciature sarebbe”… ipocriti… io sono stato bocciato 2 volte eppure lavoro da 10 anni con un bello stipendio e tempo indeterminato. I miei cari compagnucci che studiavano mattina e sera, con 30 e lode sono a casa a grattarsi i coglioni o lavorare da Kasanova. Non fate i fenomeni.

  55. Inoltre, non sapete riconoscere un coglione da un vero black Block. Questo e’ uno scoppiato con 3 canne in corpo che appena ha visto un microfono non ha capito nulla… avrà massimo tirato una lattina fuori dal cestino.

  56. Non va più di moda fare cose come quella che ha fatto lei, signor Fedocci, cercando di riportare nel campo dell’umana intelligenza un episodio che è complesso, così come lo è il mondo e la vita e a cui la semplificazione forzata fa lo stesso male.
    La ringrazio per averci provato, la ringrazio per lo sforzo di onestà intellettuale e la prego, non se ne voglia se anche qui nel suo blog quello che si scatena sa di linciaggio di piazza, becero, ignorante e insopportabile. D’altra parte ormai siamo diventati così, nascosti dietro ad una tastiera siamo pronti a vomitare tutta la bile che non smaltiamo durante la giornata, si arriva ad invocare più educazione “rompendo le ossa” al proprio figlio, o più ordine con i massacri in stile messicano (ormai italian style direi) fino a gogne medievali che tanto metaforiche non sono. Il confine fra la bestia e il moralizzatore è tanto tanto sottile.
    Da parte mia la ringrazio e le auguro buon lavoro.

  57. Io ho riso molto con il suo video, mi sono divertito proprio tanto. Soprattutto quando il ragazzo Mattia dice: “E poi loro rubano”. Così, estemporaneamente. E la ringrazio molto di aver intervistato il ragazzo Mattia, tutto pieno di sostanze e di testosterone. Però io ho guardato il suo video con spirito critico e, soprattutto, ironico. Perché so che voi giornalisti, queste cose, le fate in cattiva fede. Sarebbe ora che le persone che lavorano nei media iniziassero a farsi un po’ più di scrupoli prima di montare servizi tendenziosi come il suo, nella fattispecie. Questi sfoghi, una settimana e qualche rimorso dopo, lasciano veramente il tempo che trovano. Ma tanto tutto continuerà come sempre: voi giornalisti continuerete a fare articoli e servizi maliziosi e strumentali, gli italiani si indigneranno, i laureati disoccupati, invece, si divertiranno dietro i loro computer.
    Grazie ancora, giornalista Enrico Fedocci.

  58. Un elemento che non è stato praticamente mai preso in considerazione nel valutare i fatti è l’enorme influenza che la massa esercita nei confronti del singolo. In situazioni come quella di un corteo, una manifestazione di protesta, o anche una partita allo stadio, intervengono alcuni cambiamenti psicologici come la mancanza di responsabilità per i propri atti, la percezione di una maggior forza, e una più spiccata aggressività, che in condizioni normali il singolo non presenterebbe. Esistono molti studi al riguardo, il primo è “Psicologia delle Masse” di Le Bon. Chi fosse interessato a comprendere il fenomeno può leggere un mio articolo sull’argomento:

    http://www.psicologomontecatini.com/2013/05/22/signorsi-linfluenza-sociale-e-lobbedienza-allautorita/

  59. Enrico Fedocci, ho scritto qualche giorno fa un articolo al riguardo. Non su Mattia Sangermano, proprio su di te. Ti ho definito, se non ricordo male, “mangiatore di carcasse dell’informazione”. E rivendico in pieno quello che ho scritto, esattamente come tu rivendichi in pieno le domande che hai posto; il fatto che tu ancora sostieni che ciò che hai fatto sia giusto, e ciò che ne è conseguito non lo sia, mi dimostra che avevo effettivamente ragione. Davvero pensavi che questo accanimento sul ragazzo non sarebbe arrivato? Davvero non ti sei premurato neanche di oscurare la faccia? Davvero tu, da giornalista quale sei, ritieni che il tuo compito sia quello di gettare in pasto alla tv uno scemo qualsiasi preso a caso in mezzo a una piazza?

    E non lo dico per la gogna mediatica che ne è seguita, beninteso; se è servita a cacciare un po’ di sale in zucca a quel fenomeno di Mattia, ben venga.
    Ma se ritieni che la professione giornalistica che svolgi, e che io un giorno vorrei fare, sia quella di trovare a campione un qualsiasi scemo del villaggio da sbattere in diretta tv nazionale per campare la giornata, beh, io e te non faremo mai lo stesso mestiere. Non avrei fatto un servizio intervistando una persona a casaccio (che non credo rappresenti nessuno se non sé stesso), se l’avessi fatto avrei oscurato il viso. Non perché non si meriti il linciaggio mediatico (e bada bene che NON STO DICENDO se lo sia meritato, perché non mi interessa stabilire se sia giusto o no), ma semplicemente perché dare alle folle un umano contro cui accanirsi non è il mestiere di un giornalista. Quello lo fa il boia.

  60. Caro Fedocci, non metterti anche tu a fare il buonista: un antico ma ancora attualissimo proverbio dice che “il medico pietoso fa la piaga cancrenosa”.
    Dovresti invece compiacerti per quello che è successo: se il ragazzo si è veramente reso conto delle fesserie che ha fatto e detto, forse gli hai salvato la vita!!

  61. Cioè sì…ci sta…se non do fuoco alla banca sono un c….ne…c…o, ma io non ho fatto niente eh…guardavo e basta!!!

  62. CARO FEDOCCI IO CREDO CHE MASSINO DICA IL VERO QUANDO DICE CHE FORSE QUESTA COSA HA SALVATO LA VITA A MATTIA FORSE SI RENDERA’ CONTO CHE E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI ESSERE ADULTO E DARE UN CONTRIBUTO SERIO , TUTTI ABBIAMO AVUTO LA SUA ETA’ IO A 21 ANNI STAVO APRENDO UN MUTUO PER COMPRARMI UNA CASA DA SOLO,LUI DICE COSE SENZA SENSO DAVANTI AD UN MICROFONO MA SENZA SAPERE NEANCHE QUELLO CHE HA DETTO ,IO CREDO CHE FORSE ADESSO POTRA’ DARE UN SENSO ALLA SUA VITA E RENDERE ORGOGLIOSI I SUOI GENITORI,O SEMPLICEMENTE RESTERA’ UNA TESTA DI C….. PER TUTTA LA VITA……..

  63. Spettabile utenti e giornalisti, volevo esprimere il mio ragionamento (provocatorio costruttivo ) che è un mix tra : sensi di colpa, incoerenza, sindrome di Stoccolma, sistema educativo scolastico inefficace e decidere le priorità del paese.
    Premettendo che anche io sono stato bocciato due volte (ma non sono un teppista) e che la strada migliore è il Lavoro ed aggiungo che sono di Genova ed ho visto la mia città devastata nel G8.
    Adesso ci poniamo il dubbio sull’intervista ? Penso hai fatto bene a farla e pubblicarla e spero che questo ci porti ad una presa di coscienza di chi c’è dietro a queste devastazioni. Ovviamente prendo le distanze da minacce fisiche ecc, ma non dobbiamo dimenticare che queste violenze sono state per gli abitanti e commercianti una bomba sulla loro Città ! e sembra che ormai è tutto passato e nessuno pensa ai loro disagi, danni e spese che non saranno risarcite.
    Adesso ci poniamo il dubbio se difendere o come giustificare il ragazzo ? ma nessuno pensa ai danni ed il principio che hanno avuto carta bianca !?
    Spero che si rivedono le priorità di questo paese visto che a Genova il Terrorista e teppista Giuliani è stato difeso ed è stata fatta una targa a suo nome ! ci rendiamo conto che difendiamo il carnefice , non diamo diritti ed assistenza a chi subisce ingiustizie, non abbiamo un sistema educativo efficacie ( anche le prigioni sono da terzo mondo ) ? .
    Mi auguro che almeno mattia dopo questa esperienza possa mettersi in riga , per quanto riguerda il linciaggio mediatico , mi sono chiesto …. in certe riprese vedevo più reporter che teppisti ( è normale in un paese che ripudia la violenza ? ) e per la violenza degli stadi cosa si fa ? Scusate lo sfogo e la grammatica 🙂 .

  64. Un conto sono le minacce, un conto è l’ironia, un conto è quanto dura il gioco. Sono d’accordo con te che nessuno deve torcere un capello a Mattia, però penso che ci sia tutto il diritto di prenderlo in giro, credo anzi che sia educativo per lui. Ovviamente c’è un limite a tutto, dopo un po’ basta, dopo qualche giorno nell’occhio del ciclone basta, senò non è più una salutare lezione, ma diventa accanimento, diventa bullismo da tastiera, perchè effettivamente ora è facile prendersela con lui, ben più difficile era affrontarlo per strada e porgli le domande. Per assurdo la sua vicenda ha tolto dai riflettori gli incapaci governanti che non hanno saputo evitare le devastazioni, quindi Mattia è diventato persino un capro espiatorio mediatico a beneficio di certi politici. Fedocci, in sintesi, qualche sana presa in giro gli fa bene, lo fa maturare un po’, però direi che adesso può bastare, lo si può lasciare in pace, su questo sono d’accordo con te.

  65. Sarebbe bello che anziché preoccuparsi di questo elemento come vittima di cyberbullismo, si parli del fenomeno che ogni giorno colpisce persone derise per motivi ben più seri di quelli che riguardano questo mio coetaneo. No personalmente non mi trovo d’accordo, questo è il rovescio della medaglia di un mondo così interconnessi. Ma cominciamo ad occuparci delle cose SERIE anziché di questo cretino che, nella piena facoltà della sua maggiore età, ha sparato frasi che hanno colpito persino l’immagine intera di una manifestazione importantissima.

  66. È assurdo contestare l’opinione pubblica in generale per aver come minimo deriso questo esempio di stupidità giovanile che, dirò, alla fin fine è più raro di quanto si possa pensare fra i giovani italiani della stessa età di questo soggetto che definire immaturo è sin troppo poco (qui è proprio questione di quoziente intellettivo basso). Gentile giornalista, aveva fatto un discreto scoop (nel senso che con questa intervista aveva comprovato che i black block sono essenzialmente delle zucche vuote), poi ha rovinato tutto con queste sue “precisazioni”. Per quanto possa interessarle, io non la stimo più.

    • Mi dispiace. Il problema non è, come dice lei, che il ragazzino è stato deriso. Quello ci sta. Il problema è la rete dove ormai vige la legge dell’offesa fine a se stessa: violenza verbale su internet, ma anche telefonate a casa con minacce. A lui, alla sua famiglia. La famiglia ha dovuto cambiare il numero di telefono di casa perché le telefonate di minaccia arrivavano anche nel cuore della notte. C’è gente pazza che non si limita a dissentire civilmente come sta facendo lei con me, scrivendo questa email. C’è su internet una violenza inaudita. Che può portare qualcuno a fare di più. A questo dico no. Il ragazzo è immaturo, ha detto fesserie e con le sue risposte ha dimostrato di non sapere il motivo di ciò che è accaduto. sia che lui abbia preso parte alle devastazioni, sia che si sia limitato a guardare, come lui sostiene. Ma – mi creda – chi minaccia, chi offende in maniera volgare, apostrofando la madre come una poco di buono, chi dice che andrà a casa sua per ammazzarlo, picchiarlo o altro è un delinquente vero. Da queste persone io ho preso le distanze con il mio post. Mi dispiace se l’ho delusa, ma ciò che guida le mie azioni, in questo momento, non è il desiderio di mantenere lo scoop (scoop?!?!?!), ma la voglia di discostarmi da certa gente che esprime nascondendosi dietro all’anonimato una frustrazione profonda. Rifarei quell’intervista mille volte, con le stese domande. Ma, davanti a una reazione così vigliacca della rete che insulta, minaccia e va ben oltre il diritto di critica o di biasimo per ciò che ha detto Mattia Sangermano, riscriverei mille volte il post che a lei non è piaciuto. La ringrazio per la sua franchezza. Mi auguro che apprezzerà la mia.

  67. http://informa-azione.info/milano_1%C2%B0_maggio_no_expo_%E2%80%9Cdarei_la_tua_vita_perche_tu_possa_esprimere_la_mia_idea%E2%80%9D

    Milano, 1 maggio: “Darei la (tua) vita perche tu possa esprimere la mia idea”

    Dopo il corteo del 1 maggio a milano i media hanno raccontato i più svariati episodi, quasi tutti finiti sotto il grande cappello delle “violenze”. A noi preme parlare di un “piccolo” squallido episodio che non è finito sotto questo cappello ma che di certo ne era ben più degno. A margine del corteo un giornalista insegue un ragazzo, lo ferma, lo circuisce e, approfittando della sua ingenuità, lo getta in pasto ai mangiacadaveri dei social network e alla gogna mediatica. Il giorno dopo, sotto il pretesto di un’offerta di riparazione, un secondo giornalista finisce di spolparlo senza pietà. Il ragazzo in questione è Mattia, i due rapaci sono Enrico Fedocci di TgCom24 e il terzetto Antonio Nasso – Alberto Marzocchi – Elena Peracchi di Repubblica, la storia è arcinota.

    Atto Primo: il Banchetto.

    Mattia rivendica a volto scoperto davanti alle telecamere la propria presenza nel blocco nero del corteo. A Fedocci viene già l’acquolina in bocca. Ma non solo: mattia racconta le proprie emozioni nei disordini senza i filtri né le astuzie di chi è uso frequentare gli ambienti politicizzati. Improvvisazione, adrenalina, coinvolgimento diretto, linguaggio schietto e poco filtrato: ecco costruito il mostro. Da adesso in poi sarà più facile irretire il blocco nero in una narrazione a base di ragazzini esaltati, pronti a spaccare tutto senza neanche sapere perchè. Eppure, questi stessi elementi tradiscono l’esistenza di un’altra faccia della medaglia, mediaticamente meno succulenta.

    Improvvisazione. Virtualmente, chiunque passi di là per caso può sentirsi coinvolt* e lanciarsi nella mischia: il black bloc forse non è quell’organizzazione paramilitare che prepara le azioni nei propri covi…

    Adrenalina. Le vetrine che saltano sono un’irruzione di realtà nello spettacolare quotidiano, l’emozione che provocano è vera, anche se questa realtà dura il tempo necessario ad essere ingurgitata e rivomitata dalle immagini pornografiche dei telegiornali della sera.

    Coinvolgimento diretto. Dei corpi, con poco più che stessi, osano “dire la verità al potere”, senza mediazioni, senza infingimenti.

    Linguaggio schietto e poco filtrato. È giusto bruciare le banche? Una domanda faziosa che però diventa quasi retorica quando incappa nello stupore di Mattia che dapprima esita, poi svela semplicemente il segreto di pulcinella: tutt* odiano le banche. Il cervello c’entra poco, ma non perchè sia difettoso. È che non ce n’è bisogno, la questione è talmente semplice che basta la pancia per parlare. E perchè no? Perchè il capro espiatorio non può parlare di emozioni, di tutto ciò che ha sentito in quegli attimi di vita? E in effetti il capro espiatorio non è un perfetto capro espiatorio, perchè le sue emozioni, benchè banalizzate e ridicolizzate dall’intervistatore, non sono mai del tutto rappresentabili. Non si possono ricondurre alle categorie rassicuranti dello spettacolo, categorie letteralmente xenofobe: i mostri vengono da fuori, magari dalla Grecia, i mostri vengono dall’alta borghesia viziata, così distante dagli onesti lavoratori contenti di farsi schiavizzare pur di non sembrare dei debosciati; i mostri sono apolitici, perchè altrimenti ragionerebbero in termini di un futuro sufficientemente lontano da fare sbadigliare, di una ragionevolezza paralizzante; i mostri sono professionisti del danneggiamento, a differenza di voi che subite una schiavitù quotidiana con irresponsabile improvvisazione; i mostri sono maschi ed eterosessuali, perchè se fossero femmine o gay vacillerebbero le nostre certezze sulle donne e sui gay. Mattia risponde a questo profilo già tracciato per alcune caratteristiche e per altre no, ma non è questo il punto. Il punto sono le emozioni, e le emozioni arrivano dirette, non di profilo. E chi ha detto che la piazza dev’essere fatta di profili? Di assennati leader, lungimiranti intellettuali, di gente che misura la legittimità di quello che sente sul livello di analisi che sa esprimere. Volete un po’ di analisi? Eccola, se ci tenete. Darvela, in fondo, ci libera un po’ del suo peso. Noi ci teniamo le emozioni di Mattia. Che sono un po’ le nostre.

    Eravamo in corteo, e ci siamo emozionat*. Abbiamo visto migliaia di persone insieme, un corteo determinato, un’ondata di odori e colori, di corpi vicini nel riprendersi la città. Abbiamo visto le bandiere no tav e compagn* da tutta europa, abbiamo attraversato lo spezzone antispecista e ci siamo fatt* attraversare dallo spezzone frocio itinerante. Poi è arrivata la pioggia, e un corteo sotto la pioggia non è come sotto il sole. Abbiamo pensato che tutto ciò, insieme alle colonne di fumo che si levavano su milano, stesse rovinando la festa al nostro bravo premier. Come vittoria politica forse è piccola, ma come emozione è grande. E le vetrine delle banche che saltano non sono un’idea, sono un rumore, sono vetri rotti che volano. Sono il corpo del re che è nudo. Ci sono tanti modi di essere espropriati della città, e altrettanti per riprendersela. Ma in qualsiasi modo lo si faccia, riprendersi la città non è un’idea. È riprendersela col corpo, con i sensi. Sentirla ruvida fra le dita. Riprendersi la città o è emozione o non è. Non si vedranno pagine sui social network che incitano a sputarci addosso o a insegnarci l’italiano: noi ce l’abbiamo duro abbastanza per i vostri gusti… Ed è questo che vi diamo in pasto, un po’ di belle parole, il prezzo da pagare per poter dire le stesse semplici cose che ha detto Mattia senza essere oggetti dello stesso linciaggio che è toccato a lui.

    Atto Secondo: la Legge del Padre.

    Sottoposto alla gogna, a pressioni violentissime, lasciato solo da tutti, Mattia ritratta. A mangiare ciò che resta intorno alle sue ossa c’è già pronto un altro rapace, Nasso-Marzocchi-Peracchi. Un po’ sbirro, un po’ professore, un po’ assistente sociale (e sì, certo, anche un po’ giornalista), invoca subito l’autorità paterna con lo strumento patriarcale per eccellenza: lo schiaffo. Ricordiamoci che Mattia non ha fatto niente, o meglio, ha fatto tutto: ha espresso l’opinione sbagliata al momento sbagliato. E che cosa invocano questi solerti difensori della libertà di opinione quando sentono un’opinione a loro sgradita? Gli schiaffoni. Ricordiamo che sono gli stessi che gridano alle gravi violenze quando vedono una vetrina incrinata. Come si suol dire, “darei la (tua) vita perché tu possa esprimere la mia opinione”. Ancor più che nel primo, nel secondo atto la figura dominante è quella dell’umiliazione. Mattia viene messo contro ai genitori, trattato come un idiota e spinto a mettere in piazza i cazzi suoi (eh già, qualche parolaccia la diciamo anche noi. Voi mai? Per redimerci domani potremmo lavarci i denti…). L’ultima gentile offerta consiste nel suggerirgli di mettersi in ginocchio sui ceci e ripulire la città per espiare la grave colpa di essersi emozionato. Mentre expo devasta e saccheggia le nostre vite c’è chi si indigna per qualche vetrina infranta e qualche auto in fiamme. Se questa indignazione vi sembra un po’ ipocrita, il banchetto dei social network sul corpo di Mattia vi sembrerà letteralmente osceno. C’è di buono per lui che verrà digerito in fretta e a breve nessuno se ne ricorderà. La necrofagia da social ha la memoria corta e, se non da domani, al più tardi da dopodomani si ricomincerà ad indignarsi per le ovaie di Angelina Jolie.

    Atto Terzo: il Colpo di Spugna.

    E che dire di quelle migliaia di persone che ieri hanno sfilato per milano armati di cif e spugne? Loro sapevano perché fossero lì a pulire, da cosa fossero mossi e le implicazioni del loro atto? Quanto ci hanno riflettuto? Più di Mattia? Pare di no (molti dichiarano di non sapere nemmeno dell’esistenza di un movimentro contro expo), ma a chi importa. Erano emozionati? Boh, non ne hanno parlato. Eppure cosa facevano? Un atto estremamente violento. Ci portavano di nuovo via quella città che per un attimo era stata anche nostra, ma non con i sassi, con la violenza di un colpo di spugna. Lavavano via col cif le nostre lacrime e le nostre risa sudice, fino a non farne restare più nulla. Rivestivano il re, cancellavano noi. Ricostruivano la vetrina chiamata milano per riporci ancora tutti dentro, di nuovo esposti e patinati, di nuovo a farci guardare come vestiti senza corpo e senza sudore. E le nostre vite? E le nostre emozioni? Ma sì, che importa, è la nostra immagine che conta.

    Resistenza Animale – resistenzanimale.noblogs.org

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