13 mag

E’ morto il Solista del mitra Luciano Lutring Rapinatore dal cuore d’oro, seppe riscattarsi

Luciano Lutring scherza con le catene ai polsi e alle mani

NEGLI ANNI 50 ERA CONSIDERATO IL PERICOLO PUBBLICO NUMERO UNO
E’ morto un galantuomo. E’ morto un amico. Luciano Lutring era una persona perbene, nonostante avesse sbagliato tanto. Aveva vissuto pericolosamente i primi anni della sua vita, facendo il rapinatore di banche, pagando duramente – e giustamente!  - i suoi errori. Con tanto carcere, con la condanna a morte mediante ghigliottina (poi sospesa) in Francia, dopo una serie di colpi in banca e l’arresto seguito a una fuga rocambolesca.
Ma Luciano Lutring era uno di quei criminali dal cuore d’oro che aveva saputo trarre esempio dai suoi errori. E dopo un lunghissimo periodo di carcere ha saputo ripartire, a testa alta. Unico uomo al mondo ad essere graziato da due Capi di Stato diversi,  Charles Pompidou in Francia e Giovanni Leone in Italia, dopo la sua scarcerazione, divenne una persona integerrima. 

Luciano Lutring ai tempi dei processi per le sue rapine rocambolesche

Si occupava delle sue amate figlie, le gemelle Natasha e Katiusha, si occupava dei suoi quadri che gli diedero la possibilità di vivere onestamente e che gli valsero la grazia per meriti artistici.
E di quel periodo, fatto di rapine, rimaneva solo un pallido ricordo. Anche perché Luciano non era un violento.

Entrava nelle banche armi in pugno, è vero, ma senza mai torcere un capello alle sue vittime.  E così è diventato un mito, non tanto per ciò che di brutto aveva fatto, ma per il modo in cui aveva saputo riscattarsi da quella vita da criminale. Di più: era la personificazione della capacità di riscatto da parte di chi sbaglia. Lutring era un esempio. Lutring è un esempio. Che porto nel cuore.  

Una volta, passeggiando per le vie di Milano, passammo davanti a una banca… lo vidi pensieroso e gli chiesi come mai. Mi rispose, sospirando: “Dutùr, lo sa che esistono quelle società che esaudiscono i desideri della gente…. Io ne ho uno che mi piacerebbe realizzare: mi piacerebbe entrare ancora una volta in banca con il mitra e poi dare una sventagliata di colpi al soffitto… Avrò fatto duecento rapine, non ho mai sparato neanche un colpo… ” Questo era Luciano Lutring, un uomo che sapeva anche ironizzare su un passato di cui vergognarsi.

Si può parlare così di un uomo che ha fatto parte della mala, che per tanti anni ha seminato il terrore? Certamente, si può. Ma solamente se quello stesso uomo ha dimostrato che si può cambiare, che si può tornare ad essere persone oneste. Come ha fatto lui. Lutring sarebbe l’orgoglio di Cesare Beccaria. Ne conservo, quindi, un ricordo affettuoso. Periodicamente ci sentivamo al telefono. Ultimamente l’avevo sentito sempre più sofferente.  Lui, così simpatico, sempre con la battuta pronta, non aveva perso il gusto di ridere e di far ridere, neanche negli ultimi tempi.  Questa notte la chiamata di sua figlia: “Mio padre ci ha lasciatiâ€. Già, ci ha lasciati. Ha lasciato anche me. Ciao, Luciano, non ti dimenticherò.

Enrico Fedocci

LEGGI L’ULTIMA INTERVISTA FATTA A LUCIANO LUTRING: “IL SOGNO DELL’EX BANDITO: RAPINARE UNA BANCA E FUGGIRE SPARANDO” 

5 mag

Profanata la tomba di Bent Parodi di Belsito Trafugato un libro appartenuto al giornalista

Nella foto Bent Parodi di Belsito

Sono entrati nella cappelletta in cui è sepolto Bent Parodi di Belsito e hanno rubato un prezioso libro costudito in una teca di cristallo. E’ accaduto a Capo d’Orlando, nel cimitero in cui il grande giornalista, già presidente dell’Ordine di Sicilia e della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, è stato sepolto nel 2009.

Chi è stato? E perché profanare il sepolcro? Sul fatto stanno indagando gli agenti del Commissariato di Capo d’Orlando. Il libro, intitolato   ”Trattato di Storia delle religioni”,  era appartenuto a Parodi ed era stato collocato su un piano di marmo del piccolo altare all’interno della struttura. A presentare denuncia Carmelo Romeo, presidente della Fondazione famiglia Piccolo.
L’episodio ha suscitato grande clamore proprio per la figura di Bent Parodi, un uomo di altissimo livello, grande umanità e cultura.
Enrico Fedocci

CHI ERA BENT PARODI (Da Wikipedia)

Il padre era un nobile, di origini siciliane, mentre la madre era danese. Il giovane Parodi crebbe in Sicilia, in un ambiente familiare particolarmente stimolante, frequentato dallo stesso Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che nel 1957 a 14 anni, lo esorterà a non mollare, raccomandandogli impegno e tenacia negli studi; e della moglie di questi,Alexandra Wolff Stomersee, studiosa di Psicanalisi, che lo stimolerà verso la ricerca nel campo filosofico e religioso e che lo accoglierà nel suo circolo culturale a palazzo Lampedusa.
Tra le figure che lo circondano, grande importanza ebbe quella di Raniero Alliata di Pietratagliata, al quale lo legò fin dall’infanzia, una lunga amicizia, fondata su comuni interessi di ricerca e di pensiero. Anche i fratelli Piccolo, il poeta Lucio Piccolo e il pittore Casimiro, raffinati intellettuali che accoglievano nella loro casa a Capo d’Orlando le più importanti figure della cultura italiana di passaggio in Sicilia, furono per lui un costante riferimento, tanto da assumere in seguito la direzione della Fondazione a loro dedicata.
Da sempre innamorato della Sicilia e dei suoi miti solari, amore trasmessogli sin dall’infanzia dalla nonna, la nobildonna siciliana Elisabetta Valguarnera Niscemi, con la quale cresce e dalla quale eredita la passione verso la cultura egizia; inoltre, in quanto discendente dei Valguarnera, si riteneva un aristocratico siciliano a tutti gli effetti. Bent affermò in più di una occasione di considerare di pari importanza, per la sua formazione, sia la cultura contadina quanto quella aristocratica.

È morto a Palermo il 16 dicembre 2009, all’età di 66 anni. Il 28 aprile 2013 è stata profanata, da ignoti, la sua tomba, situata nella cappella della Famiglia Piccolo presso il cimitero di Capo d’Orlando . È stata trafugata una teca di cristallo, posta su un piccolo altare, con all’interno un volume, di nessun valore economico ma di un grande valore affettivo, intitolato: “Trattato di Storia delle religioni”. Bent Parodi aveva espresso in vita il desiderio di non separarsi da questo volume nemmeno dopo la morte. Oltre a questo libro ne è stato trafugato un altro, sempre custodito dentro la cappella. Il commissariato di Polizia locale ha iniziato una indagine.

Intellettuale di formazione filosofica, si è a lungo dedicato allo studio delle religioni, indirizzando i suoi interessi nell’area del Mito e della Iniziazione e dimensione iniziatica. Come esperto di Storia comparata della Religione dell’esoterismo, ha al suo attivo decine di pubblicazioni sulle tradizioni dell’antico Egitto, della Sicilia pre-cristiana, e sui culti solari Paganesimo.

Fu giornalista attento e appassionato, ed è stato per anni responsabile dei servizi speciali del Giornale di Sicilia e poi delle pagine culturali. Dal 1998 è stato Presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia.

Esponente di primo piano della Massoneria di Palazzo Giustiniani, ha ricoperto fino a poche settimane prima della scomparsa la carica di Grande Oratore Aggiunto. Negli ultimi anni fu attivamente impegnato in qualità di presidente della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella e dell’Associazione “Alessandro Tasca di Cutò” di Palermo.


 

 

28 apr

Roma, zona movida nel mirino dei carabinieri 29 spacciatori arrestati, 45 persone segnalate

I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, durante il fine settimana, hanno dato esecuzione ad una vasta serie di attività antidroga su tutto il territorio di Roma e della Provincia, con una particolare attenzione nei luoghi di ritrovo, soprattutto di giovani, della cosiddetta movida. Il bilancio è di 29 spacciatori arrestati e di oltre 700 grammi tra hashish, marijuana, cocaina ed eroina sequestrati.
Ingente anche la somma di denaro ritenuta provento dell’attività di spaccio che è stata sequestrata agli arrestati, complessivamente oltre 5milaeuro.

L’operazione, a cui hanno partecipato i militari del Nucleo Radiomobile di Roma e delle Compagnie Roma Centro, Roma Eur, Roma piazza Dante, Roma Trastevere, Roma Casilina, Roma Montesacro, Roma Trionfale, Roma San Pietro e Frascati, è stata svolta di pari passo ai quotidiani servizi di controllo del territorio che vengono intensificati, soprattutto nel week end, con i rinforzi provenienti dalla Compagnia di Intervento Operativo dell’8° Reggimento “Lazio†e dalla Compagnia Speciale di Roma. Leggi il resto di questo articolo »

15 apr

Matilda, Cangialosi punta il dito contro la ex “Elena, sei stata tu ad uccidere tua figlia”

DURANTE L’INTERVISTA A BARBARA D’URSO L’UOMO  HA DETTO LA VERITA’?
ECCO LE CONTRADDIZIONI IN CUI E’ CADUTO L’EX DI ELENA ROMANI

Antonio Cangialosi

Si è difeso dall’accusa di avere ucciso la piccola Matilda e ha accusato Elena Romani di averlo fatto. E’ accaduto durante una puntata di Domenica Live. Intervistato da Barbara D’Urso l’ex body-guard è apparso nervoso e – più volte – ha dimenticato di chiarire alcuni punti, non tenendo conto degli sviluppi successivi alla sentenza di “non luogo a procedere”, emessa nel 2005, che lo scagionava.

“Non so perché sono ancora indagato  - ha detto Cangialosi -  neanche i miei avvocati sanno spiegarlo”. Escludendo l’ipotesi di un complotto, Antonio Cangialosi non tiene conto che la riapertura di un procedimento nei suoi confronti è figlio di tre sentenze di assoluzione in tutti i gradi di giudizio per Elena Romani. Ma, soprattutto, generato dalle conclusioni contenute nelle motivazioni della Corte d’Assise d’Appello di Torino, in cui il presidente Alberto Oggè è stato molto chiaro. Il magistrato non si limita a dire: “Elena Romani è innocente, quindi è stato Cangialosi perchè in quella casa erano in due”. No, Oggè argomenta: “Confermo che l’autore del delitto deve essere identificato con certezza nell’unica persona che era rimasta sola  con la piccola vittima nel tempo in cui l’attuale imputata, completamente ignara di quanto stava per accadere, si era portata all’esterno della casa: deve perciò essere identificato nell’unica persona che in quella determinata situazione aveva sia il motivo, sia la concreta possibilità di aggredire la bambina e di offenderne l’integrità fisica”. Leggi il resto di questo articolo »

3 apr

Annullata sentenza “Non luogo a procedere” Matilda, si torna a indagare su Cangialosi

Il pm avrà sei mesi per indagare su Antonio Cangialosi e capire se – come sostenuto dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino – è stato lui ad uccidere Matilda Borin, la bimba di due anni assassinata a Roasio (Vercelli) nel luglio del 2005.
Lo ha deciso il GIP di Vercelli a cui il tribunale di Torino ha trasmesso il fascicolo dopo l’assoluzione della madre della bimba, Elena Romani. L’ex hostess di Legnano, giudicata in tutti e tre i gradi di giudizio, ora si è costituita  parte civile nell’azione penale contro l’ex compagno. Leggi il resto di questo articolo »

28 mar

Matilda, Cangialosi a processo per omicidio? La decisione arriverà dopo vacanze di Pasqua

“Sono qui per dare giustizia alla mia Matilda”. Sono le parole di Elena Romani intervenuta personalmente, accompagnata dai genitori, all’udienza del Gip di Vercelli che dovrà decidere, dopo la sua assoluzione se rinviare a giudizio Antonio Cangialosi, l’ex compagno della donna, con l’accusa di omicidio volontario. Elena Romani, quindi, non perde la forza di lottare. Lei. assolta dall’accusa di avere ucciso la figlia matilda, combatte per avere verità e giustizia…..e nel mirino c’è di nuovo lui:
“Spero che il giudice sia equilibrato nella sua decisione, aspetteremo la sentenza dopo Pasqua”, ha detto subito dopo l’udienza il bodyguard.

“Un nostro giuridico quello in cui ci troviamo” ha chiosato l’avvocato Roberto Scheda, che ha assistito assieme al collega Tiberio Massironi Elena Romani fin dal processo di primo grado.
“Se i due, Elena e Cangialosi fossero stati processati contemporaneamente - ha detto Massironi - ora avremmo un colpevole. Invece sarà necessario ricominciare tutto da parte, perizie comprese” Leggi il resto di questo articolo »

25 mar

Milano, calci in faccia per rubarle il cellulare Anche altre 3 donne nel mirino dei rapinatori

Aggredita, immobilizzata a presa a calci in faccia per rubarle il cellulare. E’ accaduto a Milano dove una donna di 35 anni che stava rientrando a casa dopo una serata passata con amici in un locale è stata fermata da un uomo sudamerciano che le ha chiesto di consegnarle il telefonino. Al suo rifiuto sono intervenuti gli amici del rapinatore e lì è cominciato l’incubo della ragazza. Dopo essere stata picchiata è stata lasciata a terra, su una aiula. Accanto a lei la borsa da cui erano stati rubati, oltre al telefono, anche il bancomat e il denaro che aveva dentro il portafoglio.
Nelle stesse ore altre tre donne sono state vittima di rapina, sempre per rubare il cellulare. Leggi il resto di questo articolo »

22 mar

Evade dai domiciliari e mostra i genitali Arrestato dai Cc un pregiudicato romano

I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur hanno arrestato un cittadino romano di 28 anni, con l’accusa di evasione ed atti osceni in luogo pubblico. I militari dell’Arma in transito in via Carlo Veneziani, all’Eur, lo hanno notato in strada, denudato mentre si “toccava†nelle parti intime, in presenza di due donne che stavano passeggiando. Immediato è scattato l’intervento dei Carabinieri che hanno bloccato il giovane e lo hanno fatto rivestire. Leggi il resto di questo articolo »

14 mar

Omicidio Matilda, la procura contro Cangialosi La mamma Elena fu assolta con formula piena

 

Una foto della piccola Matilda Borin

La procura di Vercelli ha chiesto di riaprire l’inchiesta su Antonio Cangialosi per la morte di Matilda, la bimba di 2 anni uccisa nel 2005 a Roasio. Per l’uomo, che all’epoca dell’omicidio era il compagno della madre della piccola, era stato deciso il non luogo a procedere che ora la magistratura chiede di revocare.Cangialosi, quindi, ancora protagonista nel delitto della bimba di due anni, omicidio senza colpevole. Inizialmente anche Elena Romani fu accusata del delitto, ma ben tre processi accertarono la sua totale estraneità. A difenderla gli avvocati Tiberio Massironi e Roberto Scheda. Proprio le motivazioni della sentenza di secondo grado a carico dell’ex hostess, nel sottolineare l’innocenza della Romani, evidenziarono come gli stessi elementi a favore della mamma di Matilda, in realtà rappresentassero un chiaro atto di accusa nei confronti di Antonio Cangialosi. Leggi il resto di questo articolo »

12 feb

Capitano Ultimo colpisce ancora una volta     In manette il numero uno di Finmeccanica

Dietro l’arresto c’è ancora lui: Capitano Ultimo, l’uomo che arresto nel 1993 Totò Riina e che decapitò Cosa Nostra con decine di arresti illustri. Sergio De Caprio, l’ufficiale dell’arma ora colonnello, infatti, non portò in carcere solo il Capo dei Capi ma anche decine di grandi latitanti mafiosi.
Dopo aver lasciato il Ros per passare al Noe, numerose le inchieste messe a segno sull’eco-mafia.  Ora questo nuovo grande risultato che pone l’investigatore sempre più vicino a quello che è sempre stato il suo modello: il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Di quale grande risultato stiamo parlando? Dell’arresto dell’amministratore delegato e presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi.

Leggi il resto di questo articolo »