19 lug

Arresto del presunto omicida del gioielliere, Generale Agovino: “Impegno mantenuto”

Il generale di Divisione Angelo Agovino

Il generale di Divisione Angelo Agovino

“Era un impegno morale che avevamo preso con i familiari della vittima e con i romani”.

E’ quanto ha dichiarato il generale Angelo Agovino, Comandante della Legione dei carabinieri del Lazio dopo il fermo del presunto omicida del gioielliere Giancarlo Nocchia.

“E’ un risultato – prosegue il generale Agovino – che è il frutto di una perfetta sinergia tra la Procura  della Repubblica di Roma e i Reparti investigativi dell’Arma, reso possibile da un apparato organizzativo di eccellenza e dal sacrificio di uomini che per quattro giorni e quattro notti hanno tralasciato famiglie e riposo, per dare risposta ad un delitto odioso che aveva scosso le coscienze ed allarmato i cittadini ”.

 

IL FATTO
I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma sabato sera avevano fermato un uomo di 32 anni, italiano, originario di Napoli, ritenuto responsabile della rapina e dell’omicidio del gioielliere  Giancarlo Nocchia avvenuto il 15 luglio scorso in via dei Gracchi a Roma.

L’uomo, che è stato bloccato a bordo di un treno, era armato di pistola e aveva con sé un borsone contenente la refurtiva portata via durante il colpo alla gioielleria.

13 lug

Lapide del generale Dalla Chiesa in degrado, dopo la denuncia di Tgcom24 partono i lavori

GUARDA LA GALLERY: LAPIDE DALLA CHIESA, COMINCIANO I LAVORI

Immagine 1 di 24

Il cartello che documenta l'inizio lavori

DOPO I NOSTRI ARTICOLI, L’INTERVENTO DEL COMUNE CHE ALL’INDOMANI DELLA PUBBLICAZIONE DEI SERVIZI AVEVA CHIESTO SCUSA AI MILANESI E AI FAMILIARI DEL GENERALE CON UN COMUNICATO STAMPA

di Enrico Fedocci

Un cartello con le indicazioni di inizio attività e una previsione di chiusura dei lavori per il 30 settembre di quest’anno. Dopo la duplice denuncia di Cronaca Criminale/Tgcom24 il Comune di Milano ha deciso di intervenire mettendo a posto l’area dedicata al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Nel novembre scorso avevamo segnalato che il monumento di piazza Diaz a Milano era in uno stato di degrado totale, nascosto dai parcheggi di moto e motorini, non curato, insomma, dimenticato.

La figlia del generale, Rita,  da noi intervistata, si era detta dispiaciuta per lo stato di abbandono della lapide, affidandoci il suo appello al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, affinchè intervenisse.
Circa due mesi dopo la nostra denuncia, con ordinanza del 21 gennaio del 2015, l’assessorato ai lavori pubblici ha affidato l’appalto ad una ditta ed ora sono cominciati i lavori per rendere l’area più vivibile ed accogliente. Sarà posizionato un faro di illuminazione in modo tale che la lapide sia finalmente visibile, saranno spostati i parcheggi dei motorini.

Insomma, il problema è stato affrontato e risolto come si conviene ad una amministrazione che ha il dovere di ricordare uomini illustri come il generale Dalla Chiesa, carabiniere esemplare, capace, regista della sconfitta del terrorismo delle  Brigate Rosse che per anni ha tenuto ostaggio l’Italia.

L’ufficiale fu poi ucciso a Palermo assieme alla seconda moglie, Emanuela Setti Carraro, durante un agguato deciso dal vertice di Cosa Nostra, 100 giorni dopo essere arrivato nel capoluogo siciliano per combattere la Mafia.

Nonostante lo sdegno della cittadinanza alla notizia della lapide dimenticata, qualcuno si ostina a parcheggiare lì davanti: non solo motorini, ma addirittura le auto, come mostra una delle foto della gallery. Perché gli incaricati del Comune di Milano mettano dei dissuasori che impediscano il parcheggio – ci auguriamo – è solo questione di tempo.

MILANO DIMENTICA IL GENERALE DALLA CHIESA, PARCHEGGI PER MOTO DAVANTI AL MONUMENTO

DALLA CHIESA, LAPIDE ANCORA COPERTA, L’APPELLO DI RITA AL SINDACO PISAPIA

DALLA CHIESA, IL SINDACO NON RISPONDE. IL SENATORE DE CORATO LO BACCHETTA 

 

 

21 giu

Batte il cuore di rondine del Comandante Alfa Esce il libro di uno dei 5 fondatori del Gis

E’ stato lui, assieme ad altri 4 colleghi, a fondare il Gruppo di Intervento Speciale dei carabinieri, il Gis. Era il 1977, emergenza terrorismo, ministro dell’Interno Francesco Cossiga che decise la nascita di questo reparto d’elite all’interno dell’arma. Uomini selezionati tra i carabinieri paracadusti, che sapessero intervenire nelle situazioni più difficili come sequestri di persona, banditi asserragliati.

La copertina di "Cuore di Rondine", Longanesi editore

La copertina di “Cuore di Rondine”, Longanesi editore

Quando i Gis entrano in azione si cerca di non sparare un colpo, di salvare ostaggi, tutelando anche la vita dei criminali. Dopo 38 anni di attività il Comandante Alfa, ora istruttore dei nuovi componenti del gruppo, ha deciso di raccontare la sua vita, le sue esperienze, gli interventi più delicati in un libro, Cuore di rondine, edito da Longanesi che in libreria sta dando filo da torcere ad autori più consolidati. Dalla liberazione delle guardie al carcere di Trani, battesimo del fuoco, al sequestro Tacchella, passando per il blitz sul campanile di San Marco a Venezia, con i “serenissimi”.  Il militare ha presentato il volume a Merate in provincia di Lecco all’auditorium del Comune in una serata organizzata da Manuel Spadaccini, presidente della Kma.
Sala piena, vendita di copie alle stelle. Ma il Comandante Alfa, costretto a rimanere nascosto per motivi di sicurezza dietro al mefisto, ha deciso di donare il ricavato delle vendite all’Onaomac, l’opera assistenziale creata dall’Arma per gli orfani della Benemerita.

 GUARDA IL SERVIZIO ANDATO IN ONDA NEI TG MEDIASET

9 giu

Sanremo, in manette due coltivatori di droga Un manuale per creare piantagione perfetta

Il Luogotenente Felice Rinaldi e il Maresciallo Capo Espedito Longobardi assieme ai loro uomini

Un manuale per allestire e rendere produttiva una piantagione di droga.  Così due giovani di Taggia (Im), hanno deciso di improvvisarsi coltivatori di marijuana, seguendo passo passo le indicazioni del manuale. 98 piante erano quasi pronte per essere essiccate e immesse nel mercato illegale di stupefacenti. Ma i carabinieri di Badalucco e Arma di Taggia sono riusciti a scovare l’appezzamento durante i quotidiani e attenti controlli del territorio. Appostamenti, pedinamenti, documentazione fotografica, i militari coordinati dal Luogotenente Mauro Felice Rinaldi e dal Maresciallo Capo Espedito Longobardi sono così riusciti a raccogliere materiale più che sufficiente per convincere la procura. Arrestati un 28enne e un 23enne di Taggia che da più di un mese si erano dedicati alla coltivazione di piante fuorilegge.

Gli uomini del Luogotenente Rinaldi e del Maresciallo  Longobardi, così, nel giro di poche settimane sono riusciti a documentare l’attività di coltivazione di marijuana da parte dei due ragazzi che, praticamente ogni giorno, si recavano presso un appezzamento di terreno montano situato in una zona impervia tra Taggia e Badalucco per curare e far crescere le 98 piante di cannabis. Leggi il resto di questo articolo »

8 giu

Cocaina, armi e denaro, 2 uomini in manette Brillante operazione della GdF di Milano

Oltre 1 chilo di cocaina, una pistola semiautomatica con matricola abrasa e tre fucili di cui uno risultato rubato, per un valore stimato di circa 200mila euro, sono stati sequestrati da militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, durante un’operazione antidroga svolta tra i comuni di Corbetta, Santo Stefano Ticino e Arluno. In manette sono finiti due cittadini italiani di 35 anni e 58 anni con l’accuse di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, di detenzione abusiva di armi da fuoco e ricettazione, per cui rischiano fino a 20 anni di carcere. Leggi il resto di questo articolo »

1 giu

Picchia la moglie e sequestra figlio di 16 mesi Carabinieri di Olbia salvano bimbo e mamma

CON UN INTERVENTO LAMPO I MILITARI DISTRAGGONO L’UOMO E LO BLOCCANO TRA GLI APPLAUSI DELLA GENTE
Ha picchiato la moglie, tirandole pugni, strappandole i capelli, mordendola, spaccandole una costola, poi, dopo che la donna è riuscita a fuggire terrorizzata, si è barricato all’interno dell’abitazione con il figlio di 16 mesi, minacciando di fare del male al piccolo. Sono stati i carabinieri della Stazione di Olbia Centro assieme ai colleghi del Nucleo Radiomobile e della Stazione di Golfo Aranci ad arrestare un uomo di 35 anni, Francesco Amoroso, professione cuoco, con numerosi precedenti di polizia sulle spalle in particolare per traffico di stupefacenti. Leggi il resto di questo articolo »

31 mag

Papere si perdono per le strade di Milano Pattuglia della GdF salva mamma e cucciolo

Il salvataggio delle papere


di Enrico Fedocci

E’ accaduto appena un’ora fa e la macchina fotografica di un telefonino ci regala un’immagine che intenerisce: un militare della Guardia di Finanza che blocca il traffico nei pressi di Piazza XXIV maggio a Milano. Domenica primo pomeriggio. C’è ancora poca gente per strada, in una Milano svuotata per il ponte del 2 giugno. Una papera con il suo cucciolo deve aver perso la via e si ritrova in via Col di Lana. Entrambe le paperelle  rischiano di essere schiacciate dalle automobili, investite dai tram. Leggi il resto di questo articolo »

28 mag

Il generale Agovino incontra Di Summa, carabiniere eroe che ha salvato una 23enne

fedoxHa voluto incontrarlo personalmente, per complimentarsi con lui. Il generale di divisione Angelo Agovino ieri ha incontrato nel suo ufficio, al Comando Legione Lazio, Eusepio Di Summa, il carabiniere eroe che poche ore prima aveva salvato una turista americana di 23 anni che, dopo aver scavalcato il parapetto, si era gettata dal Ponte Garibaldi nel fiume Tevere, a Roma. Leggi il resto di questo articolo »

13 mag

NoExpo, Benedetto De Sanctis fotografa il Primo maggio della devastazione milanese

IL REPORTAGE DI DE SANCTIS

L’obiettivo che immortala l’istante. Il click della macchina fotografica che documenta la devastazione. Professione fotoreporter: Benedetto De Sanctis accompagna passo dopo passo la follia dei manifestanti che protestano contro l’Expo che si inaugura quel giorno a Milano. Corso Magenta, poi via Vincenzo Monti, piazza Virgilio fino ad arrivare in via Pagano, piazza Buonarroti. E lì, sempre lì, ad accompagnare il corteo che si confronto con le forze dell’ordine c’era Benedetto De Sanctis, fiorentino di nascita, ma trapiantato nel mondo: Bolzano, Bologna, Venezia, Parma, Londra, i paesi sudamericani i luoghi in cui ha vissuto.

Il fotografo Benedetto De Sanctis durante la manifestazione del Primo maggio a Milano

Il fotografo Benedetto De Sanctis durante la manifestazione del Primo maggio a Milano

Benedetto De Sanctis ha respirato l’aria di tutte queste realtà per poi portarle a sedimentare in Emilia, tra Parma e Reggio Emilia. Il Primo maggio, intuendo che il pomeriggio del corteo sarebbe stato caldo, il 44enne ha deciso di essere a Milano. Fumogeni, molotov, sassi. De Sanctis e la sua macchina fotografica li hanno driblati, sfidando l’aggressività dei violenti. Si è posizionato tra i no-expo e le forze dell’ordine in oltre tre ore e mezza di battaglia. Questi i suoi scatti. Che vi proponiamo in ordine decrescente: dalla follia massima della fine corteo, all’inizio della manifestazione, poco dopo l’ora di pranzo. Quando tutto, ancora, era una giornata di festa.

IL SITO DI BENEDETTO DE SANCTIS

 

8 mag

Gogna social per Mattia Sangermano, “Io che l’ho intervistato dico: basta linciaggio su Tia”

fedox

di Enrico Fedocci

Esattamente venerdì scorso, durante la diretta di Tgcom24 per le devastazione del primo maggio a Milano, ho intervistato un ragazzo.
Cappuccio del K-way in testa, faccia di sfida al giornalista, stava passando in piazza Buonarroti. L’ho scelto tra tanti per questo: mi ha guardato con aria sprezzante. Era in mezzo a un gruppo. Sembrava lui, ad una prima superficiale impressione, il capo – meglio dire il leader – di quei tre o quattro ragazzi vestiti di scuro e dalla faccia pulita che, tra gli altri, mi sfilavano accanto.
Gli scontri erano finiti da pochissimi minuti. A lui, come ad altre persone che erano passate in quello stesso punto, ho chiesto che cosa ne pensasse dei disordini, delle devastazioni, dei disastri che erano stati compiuti per le strade della città. Non ricostruisco i contenuti dell’intervista perché credo che tutti l’abbiano vista fino allo sfinimento.

È passata una settimana da allora. E dopo una settimana di silenzio qualcosa vorrei dirla su quel ragazzo: non mi piace come è stato trattato su internet questo giovane che poi ho scoperto chiamarsi Mattia Sangermano, avere 21 anni, essere figlio di genitori che lo mandano a scuola nonostante due bocciature.

Leggi il resto di questo articolo »