Del Sette, ancora un anno alla guida dell’Arma, killeraggio mediatico fallisce il suo obiettivo

Il generale Tullio Del Sette, Comandante Generale dell’Arma dei carabinieri

di Enrico Fedocci

La notizia della riconferma del generale Tullio Del Sette alla guida dell’Arma dei carabinieri fino al 15 gennaio del 2018 riconcilia la realtà delle cose con la verità dei fatti.
Alla fine del mese scorso era apparsa fin da subito molto sospetta la violenta – ma forse bisognerebbe usare il superlativo violentissima – campagna mediatica che coinvolgeva il Comandante Generale della Benemerita e che lasciava intravedere bersagli ancora più in primo piano come l’ex premier Matteo Renzi ed il suo più stretto collaboratore, il ministro Luca Lotti: si trattava di notizie ancora tutte da verificare, ma che avevano, per ragione di applicazione della legge, portato all’iscrizione nel registro degli indagati del generale Del Sette, sulla base di informazioni riferite. 
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Ha 109 anni il carabiniere più anziano d’Italia: “Io e l’Arma siamo invecchiati insieme”

Il sottotenente Andrea Lattari circondato dai colleghi che lo festeggiano e dal sindaco

di Enrico Fedocci

Quando lui nacque l’Arma dei carabinieri non aveva neanche compiuto 100 anni. Andrea Lattari è il carabiniere più anziano d’Italia, abita a Desenzano (Brescia) e nella Benemerita è una vera celebrità.  
Ha compiuto 109 anni, è nato a Palermo il 10 gennaio del 1908, e ha indossato la gloriosa divisa dell’Arma combattendo nella Campagna d’Africa e sulle navi militari durante la Seconda Guerra Mondiale. Continua a leggere

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Il generale Vincenzo Coppola lascia il Nord Italia Comanderà le Unità Mobili e Speciali dell’Arma

Il generale Vincenzo Coppola passa in rassegna i carabinieri schierati

Il generale Vincenzo Coppola passa in rassegna i carabinieri schierati

di Enrico Fedocci
Ha comandato i Carabinieri del Nord-Ovest d’Italia negli ultimi due anni e ora è stato destinato a coordinare l’altrettanto delicato lavoro dei Carabinieri della “Palidoro”, il Comando delle Unità Mobili e Specializzate della Benemerita che comprende – tra le varie specialità – i Ris, Reparti Investigazioni Scientifiche disseminati su tutto il territorio nazionale e gli investigatori del Ros, Raggruppamento Operativo Speciale, fiore all’occhiello dell’Arma dei Carabinieri.

Il Generale di Corpo d’Armata Vincenzo Coppola lascia il Comando Interregionale “Pastrengo” di Milano per volare a Roma dove lo attendono nuove sfide. Il reparto del Nord retto da Coppola negli ultimi due anni fu guidato anche dal Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa negli anni del terrorismo e ha competenza su quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Continua a leggere

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Terremoto, le vittime tra le forze dell’ordine Lutto anche per carabinieri e polizia di Stato

Il maresciallo dei carabinieri Giampaolo Pace

Il maresciallo dei carabinieri Giampaolo Pace

di Enrico Fedocci
Era andato a trovare i genitori, è morto sotto le macerie della casa di famiglia. Il maresciallo dei carabinieri Giampaolo Pace viveva a L’aquila, ed è morto ad Accumoli, uno dei paesi più colpiti dal terremoto. Il militare dell’Arma, 43 anni, era un investigatore di primo piano e prestava servizio al nucleo investigativo del capoluogo abruzzese. Ma in passato si era fatto apprezzare per la lotta alla criminalità nel difficile quartiere Rancitelli di Pescara. Continua a leggere

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Medaglia d’Argento a due valorosi carabinieri Salvarono una ragazza dalle fiamme dell’auto

Il Brigadiere Capo Danilo Certini durante la consegna della medaglia con la moglie e i figli


di Enrico Fedocci

Decorati con la medaglia d’argento al valor civile per aver salvato una ragazza dalle fiamme e aver tentato di estrarne altre tre dall’auto che stava per esplodere.
Sono passati 30 anni ma nessuno ha mai dimenticato quei due carabinieri, Danilo Certini e Domenico Amenduni, per il coraggio dimostrato il 25 maggio 1986 quando stavano andando a passare qualche ora di tempo libero in riviera romagnola. Loro, che prestavano servizio alla Stazione Carabinieri di Bagnacavallo, Ravenna, avevano lavorato tutto il giorno. Erano in auto e proprio davanti a loro un’altra automobile, una Citroen Pallas, dopo un impatto violentissimo prese fuoco. A bordo cinque ragazze: tre morirono sul colpo, le altre due furono estratte dal mezzo avvolto dalle fiamme, proprio qualche istante prima che esplodesse, dai due coraggiosi carabinieri. Continua a leggere

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Champions League: tutto ha funzionato bene Ministro Alfano ringrazia le forze dell’Ordine

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Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ringrazia il colonnello Canio Giuseppe La Gala alla presenza del prefetto di Milano, Alessandro Marangoni. A destra il questore De Iesu

Un incontro per fare il bilancio sui servizi di sicurezza e ordine pubblico nell’ambito della finale di Champions Leaque e dell’esercitazione anti terrorismo denominata Metropolis 2016. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha voluto incontrare il prefetto Alessandro Marangoni oltre ai responsabili della forze dell’ordine milanese, il questore Antonio De Iesu, il colonnello Canio Giuseppe La Gala, il generale della Guardia di Finanza Paolo Kalenda. Continua a leggere

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Anche una Porsche per infangare Marita Comi Moglie di Massimo Bossetti sempre nel mirino

di Enrico Fedocci
Qualcuno, magari tra le mie colleghe, ora dirà che questo articolo lo sto scrivendo perché “Marita è bella” e “perché me ne sono infatuato”, “crisi di mezza età”, le “scalmane”… etc, etc, etc.
Cose già sentite all’indomani di altri miei articoli simili scritti a difesa di un principio di rispetto dei fatti e delle persone. Ho difeso Marita, sì. Ho difeso anche Bossetti, se è per questo,  ma – soprattutto – ho voluto difendere la realtà, la verità.
Marita è bella e quindi per questo viene difesa? Opinioni. Forse ai malevoli fa comodo pensarla così. Io credo, piuttosto, che proprio questa avvenenza le procuri più danni che vantaggi: è diventata il bersaglio preferito di certa stampa che, pur di parlar di lei, di pubblicare le sue foto, le attribuisce di tutto. Anche cose assolutamente irrilevanti: come l’auto con cui è arrivata venerdì in udienza, una Porsche Panamera guidata dal consulente della difesa Ezio Denti. 
Ho letto l’incredibile, ho sentito di peggio: “Marita arriva a bordo di una macchina di lusso”, addirittura ho udito con le mie orecchie lo stravolgimento della realtà, secondo cui “Marita è arrivata in tribunale alla guida di una macchina di lusso”.  Ed ancora: “Abituata al furgone non le sarà sembrato vero cambiare mezzo di locomozione”. “Un’auto targata Principato di Monaco? Marita ora pensa alla bella vita…”
Una vergogna. Giornalismo ingenuo o proprio spazzatura – lascio decidere a voi – che associa due elementi senza interpretarli.
Allora, ricostruiamo: è pacifico che tutte le volte che Marita Comi è arrivata in udienza sia stata accompagnata da Ezio Denti. Una volta con la sua macchina, una volta con quella di Denti (una macchina più sobria, non la Porsche che era stata data in prestito da un amico) e questa volta, appunto, a bordo della sportiva quattro porte della casa di Stoccarda.
Immagino che Denti abbia detto a Marita, “Passo a prenderti” e non “Passo a prenderti con la Porsche”. Quindi, in una delle giornate più delicate per il processo al marito che rischia l’ergastolo, credo che Marita Comi sia salita a bordo dell’auto senza discutere. Probabilmente notando il lusso della stessa, o magari – come capita a tante donne che conosco – non riuscendo manco ad apprezzarne le differenze.
Forse sarebbe salita su un trattore con la stessa noncuranza.
Se proprio dobbiamo fare una critica, e la facciamo volentieri, a sbagliare eventualmente è stato proprio l’investigatore privato Ezio Denti che non ha saputo – o non ha voluto – valutare le conseguenze ad un simile gesto facilmente prevedibili. A chi scrive viene quasi il sospetto che Denti, magari in cerca di una ribalta e di nuova visibilità, abbia voluto usare quell’auto proprio per far notizia, per farsi riprendere con Marita e l’auto e finire così in tv e sui giornali. E questo mio sospetto deriva anche dal fatto che, questa volta, Denti non ha messo l’auto nel solito parcheggio distante dal tribunale, ma proprio davanti alla sede giudiziaria, quindi in bocca a giornalisti e ad operatori televisivi. Impossibile non notare quell’auto color bronzo. Impossibile non vedere Marita a bordo. Ai più spregiudicati può venire la tentazione di trasformare questo episodio in una notizia forzata, ovvero “Marita che fa la bella vita, mentre il coniuge rischia l’ergastolo”.
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Occupazioni, il rom: “Giusto togliere la casa ad un’anziana. O muore o va all’ospizio”

di Enrico Fedocci
500 case occupate. Un quartiere in cui gli anarchici minacciano di attaccare la polizia se si presenta per riportare la legalità. Milano, zona Lorenteggio è qui che negli anni del fascismo venne costruito un quartiere popolare innovativo, servito da collegamenti con il centro città, con la periferia estrema, ma che ora è dominio di degrado ed emarginazione. Continua a leggere

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No Tav, ex candidato sindaco attacca l’Arma Solo 5 “mi piace” per il suo post contro un Cc

LO SCONOSCIUTO ARIOTTO, CANDIDATO SINDACO A TORINO,  DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA COMPETIZIONE ELETTORALE SEMBRA CERCARE SU FACEBOOK NUOVO CONSENSO PER IL RILANCIO DEL SUO “PENSIERO POLITICO”. E COSÌ ATTACCA I LAVORATORI IN DIVISA

di Enrico Fedocci

Carabiniere ferito durante le devastazioni antagoniste

Io davvero non ne avevo mai sentito parlare. E’ da un po’ che studio il mondo antagonista, realizzando servizi, seguendo per il mio telegiornale manifestazioni come quella del Primo maggio a Milano in occasione del “No Expo”, approfondendo con letture a tema.

Ma il nome di Alessio Ariotto, già candidato sindaco alle imminenti elezioni amministrative di Torino, veramente non lo avevo mai sentito. Nemmeno a proposito degli scontri “No Tav” in Val di Susa, la protesta di alcuni che contestano la realizzazione della linea ad alta velocità che collegherà Torino a Lione. Continua a leggere

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Carabinieri vengono aggrediti durante arresto Così gli amici del fermato lo fanno scappare

NESIMA, CATANIA: CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO DI CIO’ CHE E’ ACCADUTO

I carabinieri tentano di bloccare il fermato, nello specchietto (basso a destra) si vedono gli amici che avanzano

di Enrico Fedocci
Stavano fermando un uomo che aveva sfondato un posto di blocco e proprio nel momento in cui cercavano di ammanettarlo per caricarlo a bordo dell’auto di servizio e portarlo in caserma, sono stati accerchiati dagli amici del fermato… Ecco le immagini di ciò che è avvenuto 5 giorni fa a Nesima, in provincia di Catania dove i carabinieri sono stati aggrediti. L’uomo – 30 anni circa – è riuscito a fuggire. Continua a leggere

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