11 apr

Roma-Magliana, ex pugile ed usuraio arrestato dai carabinieri di Roma

carabinieriI Carabinieri della Stazione Roma Villa Bonelli hanno eseguito questa mattina un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione dello strumento di controllo elettronico, nei confronti di un romano di 68 anni, pensionato, ex pugile dilettante, accusato di usura ed estorsione. I Carabinieri a seguito di una mirata attività investigativa, condotta tra dicembre 2012 e settembre 2013, a seguito delle denunce per usura ed estorsione, presentate da un commerciante ed un imprenditore, della zona della Magliana, hanno tracciato tutta l’attività condotta dal 68enne. In particolare i due denuncianti si erano rivolti all’uomo, nell’arco temporale tra il 2010 e il 2013, per avere delle somme di denaro, versate nel tempo, rispettivamente di 30mila e 50mila euro. Dopo il prestito i due sono stati oggetto negli anni di ripetute minacce, da parte dell’arrestato, che si faceva promettere e consegnare denaro a titolo di interesse usuraio, minacciandoli di ritorsioni in caso del mancato adempimento e riuscendo così a farsi consegnare nel primo caso in due anni 150mila euro, e nel secondo caso in 3 anni circa 400mila euro. L’attività investigativa dei militari è stata così concordata e avallata dal Tribunale di Roma che ha emesso il decreto restrittivo nei confronti del 68enne. I militari dopo aver rintracciato l’uomo nella propria abitazione gli hanno notificato il decreto e successivamente su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, gli hanno applicato il braccialetto elettronico e accompagnato presso la propria abitazione.

10 mar

“La cella liscia, storie di ordinaria ingiustizia” Libro-inchiesta di Arianna Giunti sul carcere

TORTURE E SOPRUSI. E’ POSSIBILE CHE NEI PENITENZIARI ITALIANI VENGANO CALPESTATI I DIRITTI PIU’ ELEMENTARI E LA DIGNITA’ DELLA PERSONA VENGA LASCIATA FUORI DAI CANCELLI? ALCUNE TESTIMONIANZE SEMBREREBBERO SUGGERIRE UNA SITUAZIONE SIMILE. UNA CRONISTA DI TALENTO CI GUIDA ALL’INTERNO DELLA STRUTTURA CARCERARIA E CE NE INDICA CONTRADDIZIONI E ZONE GRIGIE
La copertina del libro di Arianna GiuntiQuando la sperimenta per la prima volta, Carlo ha 28 anni. Dopo il litigio con una guardia carceraria lo rinchiudono lì dentro per intere ore, nudo e al buio, costretto a dormire tra i suoi stessi escrementi. Viene pestato a sangue, deriso e umiliato. Prima di farlo uscire, gli sussurrano all’orecchio una minaccia: “Prova a raccontare quello che hai visto e ti renderemo la vita impossibile”. Una sera confida alla mamma: “Non arriverò a compiere 30 anni”. Morirà dieci giorni prima del suo compleanno.

In gergo si chiama “la cella liscia”, perché è una cella completamente vuota, senza brande né sanitari. Senza appigli fisici o mentali. Si tratta di una punizione dal sapore medievale che ancora oggi, nel terzo millennio, resiste in molti penitenziari italiani. E’ lì che vengono confinati i detenuti che sgarrano, che non obbediscono agli ordini o che – semplicemente – sono colti da crisi isteriche o depressive.

Ne parlano sottovoce i carcerati, spaventati da possibili vendette. Carlo, Marcello, Mohammed, Andrea. Alcuni di loro sono ancora in vita, altri sono morti proprio durante la loro permanenza in cella. E se ne sono occupate le Procure di diverse città d’Italia, arrivando in un caso persino alla condanna di quattro agenti della polizia penitenziaria in forza al carcere di Asti, in una sentenza storica che – senza tanti giri di parole – parla di “tortura”.

Nella foto, l’autrice del libro Arianna Giunti

Ora, per la prima volta, lo racconta anche un ebook, “La cella liscia – storie di ordinaria ingiustizia nelle carceri italiane” (edito da Informant  http://inform-ant.com/it/ebook/la-cella-liscia.-storie-di-ordinaria-ingiustizia-nelle-carceri-italiane) dove Arianna Giunti, giornalista d’inchiesta per il gruppo l’Espresso, documenta quotidiani abusi di potere nelle carceri italiane attraverso fatti noti e testimonianze inedite, restituendo al lettore un mondo dove i diritti umani vengono sistematicamente violati in spregio all’articolo 27 della nostra Costituzione, che prevede per il carcere un scopo molto più alto e nobile di quello punitivo: la rieducazione del detenuto.

Nell’ebook la cronista affronta inoltre alcune fra le tematiche meno conosciute e più drammatiche del pianeta carcere: la malasanità dietro le mura dei penitenziari, gli “uomini ombra” e la condanna perpetua dell’ergastolo ostativo e infine il difficile reinserimento sociale degli ex detenuti, marchiati a fuoco da un peccato originale.

Storie di uomini che hanno sbagliato, che hanno scontato la propria pena, ma ai quali viene negato anche il più sacro dei diritti: la possibilità di riscatto.

4 mar

“Per sempre fedele”, un libro racconta il capitano Mario D’Aleo ucciso dalla mafia

IN UN ROMANZO SCRITTO DA VALENTINA RIGANO E DA MARCO D’ALEO L’IMPEGNO DELL’INVESTIGATORE ANTIMAFIA
Mario D’Aleo aveva 26 anni quando ha preso il posto del Capitano Emanuele Basile, ucciso in piazza a Monreale, con la figlia in braccio. Nonostante la giovane età, il Capitano D’Aleo ha proseguito il cammino del suo predecessore, con coraggio e passione, quasi la sua fosse una missione. Il 13 giugno 1983 é stato freddato in un agguato sotto casa della fidanzata, insieme al carabiniere Pietro Morici e all’Appuntato Giuseppe Bommarito. Un uomo solare, generoso, ma allo stesso tempo tenace e determinato. Questo diario è liberamente ispirato alla sua vita, come fosse lui a raccontare la sua storia. L’impronta lasciata da D’Aleo evidenzia una mafia che non vince, perché non riesce mai a seppellire la memoria di chi la combatte. Nei racconti di alcuni momenti significativi della sua vita, vi sono le parole di chi lo ha conosciuto e amato, unitamente alle sensazioni di un militare impegnato che, prima di tutto, è anche un figlio, un fratello, un fidanzato, un amico. Tante voci si fondono nel diario della sua vita, diventando un solo uomo.

Mercoledì 5 marzo alle 18.30 a palazzo Isimbardi a Milano ci sarà la presentazione ufficiale del romanzo-diario.
All’evento prenderanno parte inoltre il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, il Sostituto Procuratore della Repubblica Salvatore Bellomo(autore della prefazione), i familiari del Capitano D’Aleo, dell’Appuntato Giuseppe Bommarito e del Capitano Emanuele Basile.

14 feb

Richiesta di rinvio a giudizio per Antonio Cangialosi per l’omicidio della piccola Matilda

E’ stata presentata richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di avere ucciso la piccola Matilda Borin il 3 luglio del 2005. Leggi il resto di questo articolo »

25 nov

“Sposa 16enne” contesa in un campo Rom Fermati 2 uomini per riduzione in schiavitù

All’inizio sembrava una lite tra esponenti nomadi di diverse etnie come avvolte può capitare, ma quando i Carabinieri della Tenenza di Ciampino sono intervenuti hanno capito che le due fazioni, una di origine serba e l’altra di origine macedone, stavano litigando per una ragazzina. Si tratta di una sedicenne, di origine macedone, domiciliata nel campo di Ciampino e che già tre anni fa era “andata in sposa” ad un ragazzo del campo di Castel Romano, di origini serbe, di due anni più grande di lei secondo un accordo stipulato tra le famiglie.

Ma ora la ragazzina voleva rompere quel patto e voleva rientrare nella sua famiglia di origine. Questo “inaccettabile” ripensamento ha fatto accendere la lite di ieri visto che “il marito” ed il suocero non ci stavano proprio a “perderla” ed erano andati a riprendersela. I Carabinieri intervenuti, dopo aver placato gli animi hanno ricostruito la vicenda ed hanno accertato che la famiglia acquisita, costringeva la minore a rubare nella Capitale a bordo dei mezzi pubblici o nelle vie del centro di Roma, con guadagni molto alti che però doveva consegnare alla famiglia del marito.

Insomma la ragazzina, ipotizzano i Carabinieri, era in uno stato di soggezione continuativa, costringendola  a rubare, sfruttandola, considerandola un oggetto di loro proprietà. Per questo motivo i Carabinieri della Tenenza di Ciampino hanno sottoposto a fermo di p.g. i due uomini per riduzione in schiavitù ed hanno accompagnato la ragazza in una comunità di accoglienza su disposizione del Tribunale per i Minorenni.

 

8 nov

Incidente Milano, ipotesi delle corse in città Gli amici di Sara: è bella e solare, ce la farà


LA POLIZIA LOCALE CERCA DI CAPIRE SE SI TRATTI DI UNA CORSA CLANDESTINA. L’AUTO DI LUCA E SARA TRAVOLTA PER CASO 

E’ ancora in un letto d’ospedale. Non è più in pericolo di vita, ma le sue condizioni sono molto gravi e la prognosi è riservata. Sara Zatti, 19 anni compiuto da poco più di un mese, padre tedesco e madre italiana è ricoverata all’ospedale Niguarda di Milano, dopo l’incidente in auto in cui è morto il suo amico Luca Rebuzzi, 46 anni, odontotecnico. Stavano tornando a casa, dopo una serata tra amici. Lunedì 4 novembre, erano le 3.44, stavano attraversando un incrocio. Via Galvani, angolo via Melchiorre Gioia. All’improvviso l’impatto. Due auto, una Bmw e una Passat cercano di frenare, ma la velocità probabilmente è sostenuta e lo schianto diventa inevitabile. Una delle due auto, la Bmw centra la Panda su cui viaggiano Luca e Sara, l’altra auto la Passat, finisce contro un’edicola e la sposta di un metro, tale è la violenza dello scontro. Leggi il resto di questo articolo »

30 ott

Adescava, drogava e rapinava le sue vittime: Cc Mondragone arrestano Circe Domitiana

LA MAGA CIRCE DELLA DOMITIANA. METTE A SEGNO 5 RAPINE DOPO AVER ADESCATO E DROGATO LE SUE VITTIME

Tra le vittime un cinquantenne che ancora narcotizzato, viene investito e muore.
Incastrato pure il suo complice. Per i due anche il reato di omicidio.

Non si è mai fatta alcuno scrupolo ad esagerare nella somministrazione del potente ipnotico dato alle sue vittime. Lei, quarantenne di Mondragone e ed il suo complice hanno però accettato la possibilità che quanto fatto potesse portare alla morte di uno dei malcapitati.
Ogni colpo è stato la fotocopia dell’altro. La vittima veniva accuratamente selezionata: uomo di mezza età e solo alla guida. Identico modus operandi: con la scusa di un passaggio e forte della sua bella presenza riusciva a salire a bordo. Convinceva i malcapitati a trovare un posto riservato e poi offriva loro un drink. Nel bicchiere versava gocce di un potente ipnotico. Appena il narcotico faceva effetto entravano in azione i suoi complici che si impossessavano di quante più cose potevano.
L’accusa a loro carico è quella di morte come conseguenza di altro reato in relazione ad un omicidio colposo, rapine e lesioni personali anche gravi.
Questo il complesso quadro accusatorio frutto delle indagini dei Carabinieri di Mondragone, coordinati dal capitano Lorenzo Iacobone, e del lavoro della Procura di Santa Maria Capua Vetere.
Per i due si sono aperte le porte del carcere.

9 ott

Pizzocolo, la polizia batte la pista del denaro Nei prossimi giorni importanti novità sul caso

SI INDAGA SU PERSONE VICINE AL RAGIONIERE ASSASSINO

Livinia, la 18enne uccisa da Andrea Pizzocolo

Altri delitti non sono stati accertati. Di certo, per ora, c’è solo l’omicidio di Lavinia Aiolaei, la 18enne romena trovata senzxa vita in un campo di San Martino in Strada, vicino a Lodi. Un video che mostra l’assassinio ha fatto pensare agli inquirenti che quella, per il ragioniere di Arese, non fosse la prima volta… Altri video, simili per le modalità, hanno lasciato pensare che il 41enne avesse ucciso altre ragazze con quelle fascette da elettricista trovate nella sua casa… Le indagini sono andate avanti esaminando, sequenza dopo sequenza, altri video trovati nei pc di Pizzocolo. Fino ad ora identificate 10 prostitute delle 70 riprese nei video. Solo una, Gabriela – scampata alla furia - ha raccontato cosa è avvenuto quando è finita tra le mani del maniaco. Che cosa avrebbe fatto Pizzocolo con il video che mostrava il delitto di Lavinia durante un rapporto sessuale? Lo avrebbe piazzato nel mercato degli snuff movie, filmati in cui la partner sessuale viene uccisa al culmine del rapporto? Bocche cucite tra gli inquirenti, ma qualcosa trapela: movimenti di denaro sospetti da parte di Pizzocolo. La pista, anche se non decisiva per la conclusione delle indagini, parla di denaro nella disponibilità del ragioniere. Se è vero che uccidere Lavinia – nel video ritrovato – è apparso come un istinto irreferenabile di Pizzocolo è anche vero che la frequentazione di prostitute non era compatibile con lo stipendio di un ragioniere. 
Nei prossimi giorni le novità. Ci sono altre persone coinvolte in questo giro di soldi? E’ quel che sembra.

25 set

Ladro maldestro svaligia bar poi fugge e finisce nella Scuola Ufficiali dei carabinieri

HA SCAVALCATO UN MURO ED È FINITO TRA LE BRACCIA DELLA SORVEGLIANZA DEI CARABINIERI DELLA SCUOLA D’APPLICAZIONE

Questa notte, un cittadino romeno di 40 anni, già noto alla forze dell’ordine, è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma con l’accusa di furto.

L’uomo, dopo aver scavalcato la recinzione del mercato “Irnerio”, di via Aurelia, ha tagliato la saracinesca del bar, svuotando alcune slot machine presenti all’interno dell’attività. Nella fuga, ha scavalcato la recinzione dal lato sbagliato.

Il ladro è infatti finito all’interno nella caserma dei Carabinieri che ospita la  Scuola Ufficiali, dove è stato immediatamente bloccato dai militari dell’Arma di pattuglia di sorveglianza interna che lo hanno poi consegnato ai Carabinieri del Nucleo Radiomobile. Arrestato ed accompagnato in un’altra caserma, il ladro è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del rito direttissimo. Recuperati dai Carabinieri anche i soldi rubati che sono stati restituiti al titolare del bar.

24 set

Roma, in manette la maestra del borseggio Una carriera cominciata nel 1980 a 10 anni

INCINTA DI DUE GEMELLI, DEVE SCONTARE CONDANNA A 10 ANNI
I Carabinieri della Stazione Roma Quirinale hanno arrestato una nomade di 41 anni, senza fissa dimora, già con diversi precedenti penali, in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene e ordine di esecuzione per la carcerazione. I militari nel corso di alcuni controlli antiborseggio in abiti civili, nel centro storico, nei pressi della fermata della metro Barberini, hanno bloccato la donna mentre stava per compiere l’ennesimo borseggio ai danni di alcuni turisti stranieri. Portata in caserma, nell’effettuare approfonditi controlli, dai riscontri delle impronte digitali è emerso che a suo carico pendeva un ordine per la carcerazione, emesso il 30 dicembre 2012, dal Tribunale di Roma – ufficio esecuzioni, dovendo scontare la pena di 10 anni di reclusione per furto recidivo. Leggi il resto di questo articolo »