Il sogno dell’ex bandito Luciano Lutring: “Rapinare una banca e fuggire sparando”

Luciano Lutring durante una rapina

Rapinare una banca e sparare in aria con un mitra durante il colpo.  E’ il sogno ricorrente dell’ex bandito Luciano Lutring, soprannominato dai cronisti di 50 anni fa  il“Solista del mitra” : lui, che dalla fine degli anni 50 a metà degli anni 60, ha terrorizzato Italia e Francia svaligiando circa 300 banche divenne in poco tempo il “pericolo pubblico numero uno”.

Ora Lutring ha 75 anni, e – vivaddio! – ha messo la testa a posto. E’ stato in carcere per oltre 15 anni e, dopo essere stato graziato per i suoi reati da due Capi di Stato diversi,  ha riposto il mitra e imbracciato tavolozza e pennelli, diventando un pittore molto apprezzato e quotato. 
Proprio per i suoi meriti artistici, ai tempi, i presidenti francese e italiano, Georges Pompidou e Giovanni Leone, decisero che a Lutring dovesse essere data una nuova possibilità.

Ma l’adrenalina che ogni rapina gli dava, un po’ – ci confessa – gli manca e quindi, dopo tanti anni da cittadino modello, Lutring vorrebbe riprovare quelle emozioni: “Ci sono quelle società specializzate nella realizzazione dei sogni – ha detto a Cronaca Criminale il Solista del mitraVorrei che realizzassero anche il mio: tornare in banca, all’improvviso, arrivare al bancone e urlare: “tutti a terra, tutti a terra, questa è una rapina”. Non una rapina vera, ehh, sia chiaro… una rapina finta… Mica me li porto via sul serio i soldi, però sarebbe bello se impiegati e clienti stessero al gioco. Magari a qualcuno non diciamo niente, così vediamo come reagisce”.

Lutring ci scherza, ma poi spiega che, al di là dell’azione violenta in sè – da cui ora prende le distanze – “in fondo è vero… un colpo in banca dà tanta, ma proprio tanta emozione: la paura di non farcela ti carica all’inverosimile, l’ansia che qualcosa vada storto ti prende il cervello, il terrore che arrivi la polizia da un momento all’altro ti attraversa da capo a piedi. E poi c’è – sono sempre parole dell’ex bandito – il dovere morale  di fare in modo che nessuno si faccia male. Noi banditi di un tempo eravamo molto attenti a non mettere a repentaglio la vita degli altri, – ha aggiunto –Non come ora che si uccide per nulla”

Faceva paura Lutring quando arrivava negli istituti di credito e cominciava ad urlare. I “colleghi” della mala lo consideravano il migliore:  “E’ molto importante l’entrata, quando, da finto cliente, ti mostri all’improvviso per ciò che sei, un rapinatore:  tutti devono capire all’istante che non si scherza. Tutti devono rimanere paralizzati e non reagire”

Sono i ricordi e le nostalgie di un ex criminale. In fondo, anche loro – i delinquenti – ne hanno e, se per una vita hai svaligiato banche, gioiellerie ed uffici postali, forse è inevitabile che qualcosa ti resti dentro.

Nell’età della pensione è arrivata la provocazione del sogno malandrino da realizzare: “Sarebbe emozionante! E questa volta, durante la fuga, mi piacerebbe dare anche una sventagliata di mitra al soffitto: ohh, ho fatto 300 rapine in 10 anni, avessi mai sparato un colpo”
Nei sogni, si può, ma nella realtà… Ora, quando Lutring entra in banca per un versamento, i giovani cassieri non lo riconoscono e  gli dicono: “Ehi, lei, stia dietro alla riga gialla e attenda il suo turno”.
E lui, diligente, si mette in coda e aspetta.

Enrico Fedocci

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2 risposte a “Il sogno dell’ex bandito Luciano Lutring: “Rapinare una banca e fuggire sparando”

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