Forze dell’Ordine-Stampa insieme a Milano: “Ecco come informare meglio il cittadino”

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IL QUESTORE SAVINA : “STAMPA FONDAMENTALE”. IL COLONNELLO CANIO LA GALA: “INFORMARE PER FORMARE. FARE SENZA DIRE DI AVER FATTO EQUIVALE A NON FARE”

Il diritto di informare da parte dei giornalisti e quello alla riservatezza da parte delle forze dell’ordine e delle istituzioni, sono stati al centro di un convegno «La comunicazione nei fatti di cronaca:linee guida delle istituzioni, diritto e dovere di informare», a Palazzo Pirelli a Milano, cui hanno partecipato, tra gli altri, il Questore di Milano, Luigi Savina, il comandante provinciale dei carabinieri, Canio Giuseppe La Gala, quello della Gdf, Paolo Kalenda, e il comandante della polizia locale Tullio Mastrangelo
L’incontro, organizzato dagli inviati Enrico Fedocci e Davide Loreti e dalla Struttura stampa del Consiglio regionale della Lombardia, nelle persone di Aurelio Biassoni e Paolo Costa, è stato sostenuto e promosso dall’Unci lombardo e dall’Odg, che si sono confrontati con i principali addetti stampa e responsabili delle relazioni esterne delle istituzioni che sovraintendono la pubblica sicurezza e il soccorso.

Nel corso del dibattito è emersa, sempre più forte, la necessità di incrementare i rapporti tra organi di informazione e forze dell’ordine, consolidando quel rapporto di fiducia reciproca, pur sempre nel rispetto dei ruoli, per garantire una corretta informazione senza però interferire nelle indagini e nella privacy di tutti i soggetti interessati. «Noi siamo dell’idea -ha sottolineato il Questore Savina- che il diritto di informare debba passare dalla stampa in generale. Come dovere, noi abbiamo quello di informare i cittadini che, a loro volta, hanno il diritto di essere informati. Ci sono però reati -ha spiegato- che vengono presi in carico dalla magistratura, che diventa titolare del procedimento, e dei quali non si possono più fornire ulteriori informazioni». Per il colonnello La Gala, comandante provinciale dei carabinieri, «fare senza dire di aver fatto, molte volte equivale a non aver fatto nulla. Per questo -ha sottolineato- va esercitata tutta quella professionalita’ mediatica da parte delle forze dell’ordine e dei giornalisti al servizio dei cittadini.

L’esercizio del diritto di cronaca -ha ricordato- si basa su tre principi: l’utilita’ sociale dell’informazione, la ricerca della verita’, l’esposizione dei fatti senza eccedere». «Dare una notizia -ha aggiunto il comandante provinciale dei carabinieri- significa fornire alla collettivita’ un segnale tangibile del lavoro delle forze dell’ordine sul territorio a difesa della collettivita’. Inoltre, far sapere quello che si fa -ha spiegato- aumenta la fiducia da parte dei cittadini nei nostri confronti, incentiva il personale che viene per questo gratificato e costituisce un deterrente per la criminalita’». Il moderatore del dibattito Enrico Fedocci ha fatto notare come spesso le conferenze stampa, fissate in tarda mattinata, penalizzino fortemente i telegiornali e come le stesse, dove possibile, siano anticipate alle 10. Osservazione che ha trovato disponibilità da parte dei vertici delle forze di polizia presenti.

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