50 “MARANZA” ARRESTATI A MILANO DALLA POLIZIA. STUDIO CNR: IN AUMENTO LA VIOLENZA TRA I GIOVANISSIMI

Episodi di violenza fine a se stessa che vedono protagonisti sempre più i giovani. Risse, atti di prevaricazione per accreditarsi come leader nei gruppi di giovani. Sia quelli che si formano nelle scuole che all’esterno, nei luoghi di svago. Non è solo la cronaca a fotografare una realtà che sembra attraversare l’Italia intera, senza fare distinzione tra grandi o piccole città. Il fenomeno non riguarda solo i maschi, ma anche le femmine: è di pochi giorni fa la notizia di un gruppetto di baby bulle che a Spinea, Venezia, ha preso di mira una coetanea prendendola a schiaffi, spintonandola, facendola cadere ed infierendo su di lei a terra. Il tutto filmato e messo sui social, come spessissimo accade proprio per aumentare ancor più una presunta rispettabilità. Cronaca a parte, le impressioni si trasformano in dati nello studio condotto da Espad e CNR. Sentiti a campione 20mila studenti in 250 scuole del Paese: il numero più preoccupante è quello che riguarda i giovani tra i 15 e i 19 anni che hanno partecipato almeno una volta ad una rissa: 40,6 per cento. tra gli intervistati il 13 per cento, una percentuale che corrisponde a 300mila giovani, ha ammesso di avere partecipato ad aggressioni di gruppo verso sconosciuti ma anche contro amici.
C’è poi la violenza che sfocia in criminalità vera e propria. a Milano 50 giovani, 18 di loro minorenni, sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile. Si tratta di giovani di seconda generazione di origine nordafricana, i cosiddetti “maranza”, che da mesi seminavano il panico per le vie di Milano, soprattutto in metropolitana. In questo caso le aggressioni – molte delle quali riprese dalle telecamere di sorveglianza – erano finalizzate a rapinare il malcapitato di turno. Episodi diversi, bande differenti, ma che si rivolgevano sempre allo stesso gruppo di ricettatori per piazzare oro, gioielli e orologi rubati