Gallarate, butta la sua fidanzata dalla finestra La polizia lo arresta per tentato omicidio

L’ha buttata giù dalla finestra dopo una scenata di gelosia. Lei è entrata in coma e dopo tre settimane lo ha incastrato. Un uomo, Marco Maria Lenzi, è stato arrestato dagli uomini del Commissariato di Gallarate (Varese) per tentato omicidio aggravato della fidanzata, Raffaella Scialpi. Il fatto è avvenuto il 10 aprile scorso. La giovane è precipitata per 5 piani ed è miracolosamente sopravvissuta, entrando in coma. La donna, totalmente sottomessa psicologicamente al suo aguzzino, non ha collaborato con gli agenti coordinati dal dott. Gianluca Dalfino, dirigente del Commissariato gallaratese.

Il dirigente del Commissariato di Gallarate, Gianluca Dalfino

Il dirigente del Commissariato di Gallarate, Gianluca Dalfino

Ma i forti sospetti degli investigatori li hanno portati a registrare le conversazioni tra i due. Sia quelle in ospedale che quelle telefoniche. E proprio da queste sono arrivati gli elementi indispensabili per far scattare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

L’indagine va avanti. L’uomo arrestato si difende sostenendo di essere stato solo presente alla caduta, ma di non essere stato lui a provocarla. La vittima, tra ammissioni e amnesie, è ancora ricoverata in stato di choc.

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12 risposte a “Gallarate, butta la sua fidanzata dalla finestra La polizia lo arresta per tentato omicidio

  1. Immagino che l’avvocato difensore invocherà la temporanea infermita mentale ,l’afa la congiunzione planetaria sfavorevole il fatto che da bambino gli era stato negato di avere una zolletta di zucchero in più nel caffè (che gli strizzacervelli confermeranno che si taramuta in una grave patologia bipolare) e pertanto i giudici condanneranno la fidanzata all’ergastolo e lui a due settimane di rieducazione presso una casa di riposo seguito da una assistente sociale…..Bah!

  2. Che brutte storie. Tutti i giorni sempre una donna o ammazzata, o nel migliore dei casi distrutta psicologicamente, poi se l’aguzzino porta una divisa, il fatto si fa ancora più problematico per la vittima (esperienza personale). le Istituzioni non esistono, per quello ci sono tante vittime di violenza! Vergogna!

  3. Purtroppo in Italia è molto facile giudicare con tanta superficialità e con scarse conoscenze dei fatti solo perché fa moda e notizia ma voglio ricordare che innanzitutto si parla di arresto preventivo quello di Marco e non di condanna definitiva, pertanto gli inquirenti ed i giornalisti dovrebbero essere un pò meno irruenti nel dare notizie di colpevolezza ad una persona che ad oggi non lo è di fatto. Inoltre vorrei ricordare quante persone ingiustamente condannati per crimini che non hanno mai commesso e del difficile reinserimento nella società dopo avere dimostrato la loro innocenza, e dopo avere passato decine di anni in carcere. Le loro storie si assomigliano un po’ tutte: processi confusi, prove incerte, false testimonianze, interrogatori pilotati, errori della scientifica. Pertanto a maggior ragione evitate di condannare una persona che oggi si trova in carcere ( a mio giudizio ingiustamente) e non perché è stato condannato in un processo ma solo per prevenzione cosa assurda dopo 2 mesi dall’accaduto.

  4. Credo che questo sia un altro esempio di stalking mal gestito. Come spesso accade in Italia, si fanno leggi e riforme che sono difficilissime da applicare sia per mancanza di fondi, sia per buchi leggislativi che non possono essere definiti o interpretati con senso concreto.

  5. ….i fatti certi non li conosce bene neppure la polizia…. a quanto sembra…perciò niente commenti…senza sapere quello che è realmente accaduto…per il momento perciò povero lui e logicamente ancora più ….povera lei…che fino ad ora è quella che ne ha patito di più….

  6. ….forse le autorità anziché parlare di arresto…dovrebbero ire che hanno portato questo Signor Marco….a fare un giro… …farebbe meno brutta notizia ….

  7. Che questo fatto specifico sia vero oppure no, poco cambia la realtà di quanto ormai quasi giornalmente accade. Esseri (non riesco a chiamarli uomini) così purtroppo ce ne sono a migliaia, bipedi viscidi, meschini, subdoli che riversano sulle donne le loro frustrazioni, le loro insicurezze e i loro fallimenti. Mi auguro che sempre più donne si decidano a denunciare questi squallidi figuri sin dalle prime avvisaglie (uno schiaffo subito seguito da “scusami amore” non volevo), senza aspettare che diventi troppo tardi. Denunciateli subito e senza il timore di non essere credute (perché in Italia purtroppo accade anche questo) e il verme di turno potrebbe come per incanto sparire dalla vostra vista.

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