Imprenditore in difficoltà assalta gioielleria: “Ero disperato, ho fatto una sciocchezza”

“Ero disperato, non sapevo che fare. Ho fatto una sciocchezza”. Giuseppe Riggio, l’imprenditore edile che sabato ha assaltato una gioielleria nei pressi di casa propria, a Rivarolo, è crollato di fronte al pm Federico Manotti che, nel primo pomeriggio, lo ha interrogato nel reparto detenuti dell’ospedale San Martino di Genova dove l’uomo è ricoverato.

Riggio era armato di una pistola Beretta 7,65 di sua proprietà che era scarica. Il gioielliere, Sandro Carossino, 57 anni, lo ha disarmato e dopo una collutazione ha preso la sua pistola e ha ferito al torace il rapinatore.
“La pistola era scarica, non volevo fare del male a nessuno” ha proseguito l’uomo assicurando la pubblico ministero che sperava di entrare e uscire dalla gioielleria in pochi minuti e darsi alla fuga. La pistola, che era detenuta regolarmente, non sarebbe potuta uscire di casa. Riggio non ha il porto d’armi. Dunque a suo carico pendono due imputazioni: tentata rapina e porto abusivo d’arma. Giuseppe Riggio ha agito insieme ad un complice, che è tuttora introvabile. “E’ un albanese di cui non so nulla” ha ribadito. “Lo avevo conosciuto qualche giorno prima in un bar. Abbiamo – ha aggiunto – deciso di fare questa rapina insieme. Dopo la fuga mi ha portato dalla mia auto, a Certosa, ed è scappato”.

Riggio, sempre secondo quanto riferito al pm, ha raggiunto in auto il magazzino dell’impresa edile di cui è titolare sua moglie, e ha contattato i fratelli. “Ho fatto una rapina, sono ferito” ha detto ai congiunti che lo hanno raggiunto e portato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi. Riggio è stato ricoverato, operato e quindi trasferito al San Martino. Durante l’interrogatorio è stato assistito dall’avvocato Giuseppe Nadalini. Sul caso è stato aperto un fascicolo di indagine. L’orefice Carossino non risulta indagato. La procura, al termine delle prime indagini, è orientata a garantire al commerciante l’attenuante della legittima difesa così come confermato dal procuratore di

Genova Michele Di Lecce. Riggio, secondo quanto appreso in tribunale, se le sue condizioni fisiche glielo consentiranno dovrebbe sostenere l’interrogatorio di convalida mercoledì di fronte al gup Annalisa Giacalone. L’uomo, colpito di striscio al torace, non versa in pericolo di vita.

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3 risposte a “Imprenditore in difficoltà assalta gioielleria: “Ero disperato, ho fatto una sciocchezza”

  1. Anche se mi costa dirlo, anzichè suicidarsi come hanno fatto suoi colleghi per disperazione, parola che sti porci di politici non conoscono, ha provato sapendo di non poter far male a nessuno, neanche economicamente al gioielliere a risolvere il problema.
    Da noi vige il detto:”IL SAZIO NON CREDE AL DIGIUNO”.

  2. Concordo pienamente con quello che scrive Gianluca anche da noi vige lo stesso detto……E’ una situazione che solo chi e’ in difficolta’ puo’ capire.

  3. mi associo a quanto detto da gianluca. Spero in una cosa sola che i nostri policiti muoiano tutti di cancro.
    Mi costa dirlo perchè sono una persona onesta e cristiana. Ho sempre creduto nella politica negli anni passati, adesso no. Ho sempre pagato le tasse, ma se siamo a questi livelli è colpa di quei maiali che bivaccano senza far nulla nel governo.

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