Fermato per l’omicidio del vigile mentre fuggiva, ora si indaga per capire il movente

Il nomade fermato per l'omicidio di Nicolò Savarino

Quando lo hanno fermato stava tentando di attraversare il confine che divide Ungheria e Serbia. Ma la sua fuga sarebbe continuata fino al Sud America. Goico Ivanovich,  tedesco di origine slava, l’uomo che ha ucciso a Milano il vigile Urbano Nicolò Savarino pensava di avercela fatta, ma le autorità italiane sono riuscite a bruciarlo sul tempo, emettendo un mandato di cattura internazionale che, alla fine, ha interrotto la sua fuga.

L’uomo, della cui identità non si è ancora certi, è stato riconosciuto grazie alle impronte digitali confrontate con quelle repertate dalla Scientifica sul suv che aveva abbandonato poco dopo l’omicidio.

Ora, però, resta da capire il motivo di tanta violenza. Nicolò Savarino, con un collega, ha tentato di fermare la Bmw X5 subito dopo un piccolo incidente. All’alt il conducente ha accelerato e travolto l’agente. Da che cosa scappava? Perché ha deciso di non fermarsi? Cosa nascondeva?

Sono interrogativi ancora aperti a cui gli investigatori contano di dare risposta non appena avranno modo di incontrare il nomade. Per ora è ion stato di fermo, ma sono già state predisposte le pratiche per la richiesta di estradizione. E poi: c’era qualcuno con lui sul mezzo? Le telecamere di sorveglianza puntate sulle via di fuga lo escluderebbero, ma il collega di Savarino, dice che a bordo erano in due.
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